Luglio-Agosto-2012

proprio ruolo, mettendo alla prova le pro- prie potenzialità; infine subentra il momen- to dell’adattamento alla situazione ed al compito, durante il quale comincia una qualche definizione del sé professionale. È questo un momento molto delicato du- rante il quale il ragazzo non soltanto conte- stualizza le conoscenze nella nuova situa- zione lavorativa, ma comincia a vedere se stesso in proiezione futura. Durante la permanenza in Azienda l’alun- no viene a contatto con ritmi e regole com- pletamente nuovi per lui e ha la possibilità di osservare le specificità professionali rice- vendone un orientamento superiore a quello che la spiegazione verbale delle professioni stesse potrebbe dare. Il percorso di alternanza viene vissuto, altresì, dall’alunno come un momento di strutturazione del sé sociale, anche legata ad un recupero di autostima. Tutto questo origina in lui una nuova consapevolezza del- le conoscenze, abilità e competenze acqui- site e una diversa strutturazione emotivo- comportamentale, infatti «l’orientamento è un processo in cui la persona ha il compito di individuarsi». Il passaggio graduale dalla scuola al lavo- ro, attraverso le alternanze, consente al- l’alunno di affrontare la transizione definitiva dalla scuola al lavoro in modo meno incerto e con chiarezza di idee; il giovane potrà così compiere, in modo più oculato, le scelte ri- guardanti il proprio futuro professionale. La «voce» degli studenti Gli studenti che hanno sperimentato i percorsi in alternanza scuola-lavoro consi- derano tale metodologia la più innovativa nella riforma del nostro sistema educativo, poiché integra operatività e apprendimento teorico, incentiva la cooperazione tra il si- stema scolastico, il mondo produttivo e il terzo settore e, non ultimo, favorisce la progettazione di percorsi formativi flessibili e personalizzati. Si rimette così la per- sona al centro del percor- so formativo: non è più lo studente che si adatta ad una scuola statica, ma è la scuola che deve svilup- pare percorsi ed adeguar- si alle esigenze di ciascu- no. L’alternanza offre ai giovani migliori opportu- nità di apprendimento ri- spetto ai t r a d i z i o n a l i corsi scolastici, soprat- tutto se si esplorano am- biti di cui si è tenuto po- co conto, come l’ambien- te del volontariato e del non profit. Si crea in tal modo un’ul ter iore oc- casione per i giovani di vivere concretamen- te esperienze di solidarietà sociale. Il rapporto scuola-mondo del lavoro è di fondamentale importanza perché gli stu- denti possano credere in una scuola flessibi- le alle esigenze di un mondo del lavoro sempre in continua evoluzione; il percorso in alternanza ha la potenzialità di attrarre gli studenti verso un apprendimento ricco di stimoli, in quanto orientato a crescere at- traverso l’esperienza concreta, anziché me- diante lo studio dei soli manuali scolastici. Luogo di crescita educativa e culturale, l’Azienda contribuisce alla formazione del cittadino, anche se, chiaramente, non potrà mai sostituire la scuola. 40 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012

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