Luglio-Agosto-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 38 aggiuntivo e non costituisce un’esperienza occasionale, ma è una metodologia di ap- prendimento sul campo che, a pieno titolo, richiede l’utilizzo del tempo scuola. È possi- bile realizzare attività di alternanza utiliz- zando la quota di autonomia delle Istituzio- ni scolastiche (D.P.R. 275/1999 Regolamen- to dell’Autonomia). L’esperienza di alternanza va riferita in primo luogo alle aspettative, alle attitudini e alle motivazioni degli studenti che ne so- no protagonisti e devono quindi essere co- niugate costruttivamente con le caratteri- stiche peculiari degli indirizzi di studio e con i vincoli procedurali operativi presenti nel vigente ordinamento scolastico. Per la sua realizzazione il Dirigente sco- lastico coinvolge tutte le componenti scola- stiche e i partner, con i quali sarà coproget- tato il piano di attività, tenendo presente quanto convenuto tra le parti in base alla convenzione che deve precedere l’inizio delle attività. Nell’ideazione e nella progettazione del percorso, l’Istituzione scolastica, nel- l’esercizio della sua autonomia organizza- tiva, didattica e di ricerca (D.P.R. 275/1999), può coinvolgere il Comitato tecnico-scientifico (Tecnici e Professionali) o il Comitato scientifico (Licei) costituito da docenti ed esperti del mondo del lavo- ro, delle professioni e della ricerca scien- tifica e tecnologica. L’interazione tra i due sistemi dell’istru- zione-formazione e del lavoro deve essere continua, a partire dalla progettazione del percorso formativo unitario e deve prevede- re l’intreccio di tre elementi: le esigenze formative della scuola, previ- ste dal Piano dell’offerta formativa; le aspettative delle aziende, in termini di fabbisogni professionali; le attese degli studenti, che si concretiz- zano nei piani di studio formulati dal Consi- glio di classe. Il compito dei docenti consiste nel valo- rizzare la capacità dello studente di ap- prendere dall’esperienza, mentre l’alunno assume - attraverso il patto formativo sot- toscritto con la scuola e l’Azienda - impegni e responsabilità nell’attività in aula e in quella lavorativa. Il PON scuola, una forma di alternanza scuola-lavoro Il Programma Operativo Nazionale PON SCUOLA azione C-5 dà alle scuole delle re- gioni obiettivo convergenza (Sicilia-Campa- nia-Calabria-Puglia) la possibilità di proget- tare e realizzare progetti di alternanza scuola lavoro. L’Azione prevede, appunto, esperienze di alternanza scuola-lavoro, sotto forma di stage, a supporto dei percorsi curriculari della scuola secondaria superiore, da effet- tuarsi anche in altri contesti territoriali e nei Paesi dell’Unione europea. Tali inter- venti prevedono una fase di orientamento per il raccordo tra il curricolo scolastico e la realizzazione dello stage e un’attività di stage di durata variabile di 80, 120, 160 o 360 ore con la guida di un tutor scolastico e uno aziendale; esperienze correlate a mo- menti di verifica finale e di certificazione dei crediti formativi conseguiti. Il PON si occupa di sostenere questo obiettivo da diversi anni finanziando fin dal 2000 progetti di inserimento nella vita lavo- rativa per studenti del triennio finale del corso di studi. Quindi il PON contribuisce a riequilibrare l’introduzione di forme di alternanza scuola lavoro in tutti gli ordini ed indirizzi della scuola secondaria superiore. Esperienze di alternanza scuola-lavoro sono reperibili nei portali: - ReQuS (Rete per Qualità della Scuola) http://www.requs.it - Scuola- Lavoro http://www.bdp.it/scuola- voro/ all’interno dei quali é possibile trovare strumenti, supporti e documentazioni su co-
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