Luglio-Agosto-2012
vescovo Martini per esprimergli il disagio che provava per la divisione fra ragazzi e ragazze che allora caratterizzava gli oratori milanesi. Martini le rispose che comprende- va il suo disagio, ma che in quel momento la soluzione auspicata non era ancora matu- ra. Bisognava saper attendere. Col passare degli anni Martini avrebbe dato prova di questa pazienza operosa, anche se il corag- gio e l’ansia del rinnovamento conciliare lo avrebbero spinto, nell’ultima intervista dell’8 agosto scorso, a dire che la Chiesa «è indietro di duecento anni», e a chiedersi: «Come mai non si scuote? Abbiamo paura in- vece di coraggio?... Solo l’amore vince la stanchezza». Questa intervista si conclude con una domanda incredibile in un ottanta- cinquenne quasi moribondo, che dice rivol- gendosi all’interlocutore padre Sporschill: «Io ho ancora una domanda per te: che cosa puoi fare tu per la Chiesa?». La cattedra dei non credenti Una seconda occasione di dialogo col Cardinale mi capitò nel 1991, quando sta- vo per lasciare la Statale per trasferirmi a Roma. In prima fila c’erano i rettori di tut- te le università milanesi. Ricordo che trat- tai il tema «Fede e cultura in università oggi». Il tema generale era: «Fede e ragio- ne nella ricerca universitaria». Martini lo affrontò con lo stile dialogico che aveva inaugurato nel 1987 col primo di dodici ci- cli di quell’iniziativa che avrebbe poi con- tinuato nell’aula magna della Statale, sot- to il titolo generale «Cattedra dei non cre- denti», fino al 2002, anno delle sue dimis- sioni. In tali incontri offriva a docenti di diversa ispirazione culturale la possibilità di argomentare le rispettive convinzioni, senza che gli interventi del vescovo aves- sero la pretesa di risolvere la problemati- ca affrontata, secondo lo stile polemico e apologetico dominante in ambito ecclesia- le prima del Concilio. Il metodo del dialogo con i non credenti è stato in qualche modo riproposto da Bene- detto XVI, che ha affidato al card. Gianfran- co Ravasi la regia degli incontri definiti «Il cortile dei gentili», termine che richiama lo spazio del tempio di Gerusalemme aperto all’incontro con i non credenti, allora detti gentili o pagani. Un incontro con l’UCIIM, in un viaggio verso l’Europa L’ultima occasione d’incontro è la più bella. Si tratta di una lunga udienza conces- sa dal card. Martini ad una cinquantina di soci UCIIM che partecipavano ad un viaggio in pullman verso Colonia, sotto la guida del preside Giovanni Macchia, seguendo l’itine- rario compiuto dal vescovo Rainaldo di Das- sel, giunto in Italia al seguito di Federico Barbarossa, che attraverso l’Europa portò a Colonia i corpi dei Re magi, che secondo la tradizione sarebbero giunti a Milano, nel quarto secolo, per iniziativa del vescovo Eu- storgio. Il card. Martini ci fece visitare la sua se- de, a due passi dal Duomo, con ammirazio- ne e insieme con disagio, per la sua sontuo- sità. Era alla vigilia della conclusione del suo servizio episcopale e per questo era, in certo senso, più libero di intrattenersi con- fidenzialmente con noi, in quell’occasione eccezionale. Gli chiedemmo fra l’altro di parlarci della sua esperienza di presidente dei vescovi europei e gli presentammo il Siesc, che stava per modificare il suo statu- to, divenendo FEEC, federazione europea d’insegnanti cristiani. Io gli chiesi, sorriden- do, la disponibilità a svolgere il ruolo di as- sistente di questa associazione. Allargò le braccia. Aveva già in mente di trascorrere l’ulti- ma parte della sua vita a Gerusalemme, co- me poi avrebbe fatto, fino al 2005, quando il morbo di Parkinson lo costrinse a tornare a Milano. A una domanda sull’importanza di avere la esplicita citazione delle radici cri- stiane nel documento costitutivo dell’Unio- ne Europea, rispose che riteneva più impor- tante che in Europa, più che sulla carta, ci fossero anche nelle istituzioni dei cristiani vivi e attivi. Facemmo con lui alcune fotografie, in particolare con un don Carlo Nanni raggian- te. Avevamo la certezza di trovarci di fronte a un grande uomo e a un grande vescovo, a una fra le persone più importanti per la no- stra formazione umana e cristiana. 28 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=