Luglio-Agosto-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 26 CARLO MARIAMARTINI, VISTO DA VICINO Luciano Corradini, Presidente emerito UCIIM V estito con gli abiti domestici di un vecchio ammalato e non più con la porpora cardinalizia e con la mitria episcopale, Sua eminenza era diventato per molti quel padre Carlo Maria, col quale si amava dialogare, per carpire un distillato di sapienza utile per affrontare le difficoltà personali e sociali dell’ora presente. Ricor- do in particolare le sue «Conversazioni not- turne a Gerusalemme» (a cura di G. S POR - SCHILL , Mondadori, Milano, 2008), e le sue ri- sposte pubblicate mensilmente dal «Corrie- re della Sera» alle lettere che molti gli mandavano, fino al 24 giugno di quest’anno. Il saluto di una folla immensa, riconoscente e pensosa La sua morte, pur prevedibile dopo la lunga malattia, ha scosso l’intera comunità italiana e ha convocato circa duecentomila persone nel duomo di Milano, dove sono stati celebrate le esequie, dal suo successo- re Angelo Scola, alla presenza del premier Monti. «Una folla silenziosa, commenta il Corriere della sera del 3 settembre, che forse non crede tutta quanta in Dio, ma che certo credeva nel cardinale Martini». Cre- deva cioè nel suo carisma di uomo di fede, con le radici piantate nella Chiesa di Am- brogio, di Carlo Borromeo, di Gianbattista Montini; si fidava della sua sterminata cul- tura e della sua umanità dialogante, fedele alla tradizione e sinceramente aperta alla valorizzazione dell’anima di verità presente in tutte le fedi, in tutte le posizioni cultura- li, in tutte le esperienze umane. Convinto che ciascuno di noi abbia in sé un credente e un non credente, che si in- terrogano a vicenda, era insieme rassicu- rante e inquietante, prudente e coraggioso: sapeva pensare e agire in maniera «positi- va», con un misto di umiltà e di fierezza, di dignità e di domesticità. Soprattutto sapeva insegnare a pensare, a leggere la Bibbia, a pregare, a impegnarsi nella famiglia, nella professione, nella comunità ecclesiale, nell’attività sociale e politica. Con la bussola della fede in Cristo invita- va ad affrontare il mare aperto e burrascoso della cultura e della società contempora- nea. Molti dei suoi discorsi diventavano pa- trimonio della Chiesa non solo ambrosiana, ma italiana e internazionale. Basti pensare, tra i molti libri che raccolgono il frutto del- la sua attività di maestro di fede cristiana e di umanità, al volume di 1821 pagine che raccoglie le sue lettere pastorali rivolte alla Chiesa e i suoi discorsi rivolti annualmente alla città, nella festa di S. Ambrogio ( Parola alla Chiesa, parola alla città , EDB, Bologna, 2002). Era uno degli interpreti più convinti della svolta conciliare della Chiesa.
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