Luglio-Agosto-2012

23 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 CITTADINANZA E COSTITUZIONE: IL «PUNTO» DI UN CAMMINO SUL PIANO NORMATIVO Nicoletta Marotti, Membro del Consiglio sezionale UCIIM di Bologna I l lungo cammino (1) dell’ Educazione civi- ca in Italia ha avuto inizio con il DPR 585 del 13 giugno 1958, con cui veniva intro- dotto l’insegnamento, per due ore al mese, a cura dell’insegnante di Storia. In tale sce- nario tutti gli insegnanti erano chiamati a cooperare alla dimensione educativa di tale insegnamento, ciascuno con gli strumenti culturali che ritenesse più opportuni. Gli anni Sessanta e Settanta sono caratterizzati da un processo di democratizzazione della scuola a partire dall’istituzione della Scuola media unica (legge n. 1859 del 31 dicembre 1962), le cui finalità prevedono il fatto che essa «concorre a promuovere la formazione dell’uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e favorisce l’orientamento dei giovani ai fini della scel- ta dell’attività successiva» (art. 1). L’aper- tura ad una maggiore partecipazione demo- cratica è l’obiettivo a cui risponde l’appro- vazione della Legge delega n. 477 del 30 lu- glio 1973 a cui seguirono i Decreti delegati (D.P.R. nn. 416, 417, 418, 419, 420 del 31 maggio 1974) che istituirono gli Organi col- legiali , ridefinirono lo stato giuridico del personale docente e non docente delle scuole statali, nonché le modalità per la sperimentazione didattica. In seguito alla promulgazione della Legge n. 348 del 16 giugno 1977, furono varati i Nuovi program- mi della scuola media (Decreto Ministeriale 9 febbraio 1979), in cui si afferma che l’educazione civica rappresenta una finalità generale di tutta la scuola e un compito per tutti i docenti, in cui uno spazio disciplinare specifico (all’interno dell’insegnamento della storia) svolge un ruolo di raccordo cul- turale unificante gli sforzi interdisciplinari di tutti i docenti. Sulla stessa linea si collo- cano anche i nuovi programmi della scuola elementare (D.P.R. n. 104 del 12 febbraio 1985), in cui si parla esplicitamente di edu- cazione alla cittadinanza democratica . Quello stesso anno, il 1985, era stato di- chiarato dall’ONU anno internazionale della gioventù. Molti Enti Locali avevano raccolto l’invito, programmando attività a favore dei giovani, ma l’iniziativa ministeriale, propo- sta alle scuole mirava a consentire agli stu- denti, opportunamente convocati e assistiti dagli insegnanti più sensibili al problema, di riflettere e di pronunciarsi intorno al senso della partecipazione scolastica. Nel 1989 il Progetto fu rilanciato, in prospettiva trien- nale, prima con la sigla PG ’92, poi ’93, e infine 2000, mettendolo anche in relazione al processo di costruzione europea. Interes- santi in particolare gli slogan: Star bene con se stessi in un mondo che stia meglio; star bene con gli altri, nella propria cultura, in dialogo con le altre culture; star bene nelle istituzioni, in un’Europa che conduca verso il mondo (2) . Progetto Giovani è rimasta un’iniziativa a libera adesione dei docenti, che ha coinvolto solo alcune classi, ma si è dimostrato un interessante «lievito» sul pia- no della cultura pedagogica diffusa. Procedendo oltre lungo la linea del tem- po possiamo prendere in considerazione la (1) Per una buona ricostruzione del percorso storico che qui viene sintetizzato si può vedere: L. C ORRADINI , Dal- l’educazione civica all’educazione alla convivenza civile , in A. P ORCARELLI (a cura di), Cittadini sulla strada. L’educazione alla sicurezza stradale come componente della convivenza civile , Armando, Roma 2007, pp. ; A. P ORCARELLI , L’educazione alla cittadinanza nella scuola italiana: impianto politico-normativo e concezione peda- gogica , in M. T. M OSCATO (a cura di), Progetti di cittadinanza. Esperienze di educazione stradale e convivenza civile nella scuola secondaria , Franco Angeli, Milano 2011, pp. 33-73. (2) Cfr. L. C ORRADINI , Educazione e ricerca di senso nel Progetto Giovani ’93 , in: «Quaderni di Vita Italiana», n. 4/1992, p. 14.

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