Luglio-Agosto-2012

17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 l’Etiopia, si potevano trovare le ingiustizie che colpiscono il nucleo familiare oggi! L’accumulazione del capitale e l’indicizza- zione del profitto sta riducendo la persona e il suo valore ontologico a pura merce e la famiglia è trattata dai governi come siste- ma riproduttivo della forza lavoro con atti- vità regolata dalle alterne esigenze del mercato,attraverso vincoli regolati secon- do le loro funzioni. Certamente fino a qualche anno fa l’azione politica dei cattolici, che è stata quella più attenta dal dopoguerra in poi con il Magistero ai rapporti tra famiglia so- cietà e scuola, si è orientata soprattutto ad arginare la proposta marxista collettivi- sta, quantunque in primo luogo in Italia, non si sia mai dimenticato il ruolo e l’azio- ne del giusto mezzo economico delle par- tecipazioni statali attraverso la politica dell’intervento dello Stato in economia che ha permesso a intere generazioni di, oggi, adulti di studiare e realizzare nella scuola quella fucina di coesione sociale prima inesistente. In questo senso l’econo- mia guidata dal senso della cittadinanza ha consentito di utilizzare la scuola come elemento di crescita e di partecipazione, rendendo la famiglia una vera comunità ontologica. Oggi si parla molto di «ontolo- gia degli enti istituzionali» come la scuola e la famiglia stessa proprio perché da que- ste due fondamentali componenti sociali nasce il tessuto connettivo su cui feconda il dialogo, il confronto e la democrazia partecipativa. Nel sistema marxista la fa- miglia veniva schiacciata dal primato delle idee e sacrificata alla dittatura politica come ente riproduttivo di privilegi, baste- rebbe vedere quello che è successo nella Cina maoista che ha annullato di fatto tut- to in un assoluto «sine nomine» in nome del quale i valori morali hanno poi lasciato il posto al profitto e alla violenza. Nondi- meno i pericoli di un economia neoliberi- sta sono in agguato e rendono la scuola sofferente e carica di compiti, che le scar- se risorse accordatele non le consentono di assolvere. Famiglia e scuola sono due realtà fonda- mentali del vivere civile e contribuiscono a fare capire che per vivere la vera ed auten- tica libertà, che offre la possibilità all’uo- mo di vivere l’autentica felicità, occorre ri- conoscere l’esistenza di un Dio trascenden- te, creatore del mondo e dell’uomo, vin- cendo la tentazione di far credere ai giova- ni di essere detentori di una libertà infinita rispetto ai limiti della natura umana, per- ché l’uomo non può non orientare il proprio pensiero ad un assoluto, che è certamente Dio, che vuole essere scelto liberamente dall’uomo. Ma se l’uomo si nega alla Gra- zia, allora si rifiuta a Dio e si avvolge solo nelle proprie colpe e Dio non può né vuole impedire le conseguenze delle libere scelte dell’uomo perché Egli è la radice della vera libertà. Ogni uomo tramite la ragione può anche governarsi da solo, ma S. Tommaso d’Aqui- no osserva che solo apparentemente l’uo- mo può sottrarsi al governo di Dio, il quale si compiace di governare l’uomo proprio accentuando la sua indipendenza perché l’uomo più si governa e più è governato da Dio. Questa autonomia rende più difficile, soprattutto ai giovani del nostro tecnologi- co secolo, accorgersi della dipendenza da Dio, mentre nelle creature non ragionevoli tale dipendenza è cosa assai evidente; an- che in politica la ragione svolge un ruolo fondamentale nel legittimare l’uso della libertà. È la più remota ma, nel contempo, la più ardua regola della convivenza civile, l’alleanza tra governanti e governati che si deve innescare dove l’anello del potere tie- ne unite economia e politica, scuola e so- cietà, sostituendo il potere con l’autorità dei migliori in un percorso di incivilimento di tutta la società e dei suoi processi deci- sionali: solo in questo modo si potrà realiz- zare una visione etica del processo educati- vo dell’uomo e del cittadino sin dai banchi della scuola, per costruire una società dove la ragione e la libertà siano realmente il fondamento delle scelte consapevoli dei cittadini mentre, come ammoniva S. Cate- rina da Siena ai Signori della sua città (Lett. 367): «Spesso vengono messi a gover- nare uomini miserevoli che non sanno go- vernare neppure sé stessi, che chiudono gli occhi al punto di far subire il torto a chi ha ragione e a dare ragione a chi ha torto!».

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