Luglio-Agosto-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 16 la soglia di povertà dei gruppi sociali, la- sciandolo fluttuare alle capricciose esigen- ze del mercato, legittimando un’«illegitti- ma» libertà etica dell’economia. Ci si affi- da in tal modo ad una sorta di fede nella superiorità del modello liberista, permet- tendo lo smantellamento dello stato sociale che è il cuore della presenza civica dei cat- tolici in politica. Al contrario si renderebbe precaria la coesione familiare attraverso l’accentua- zione del livello di povertà delle fasce so- ciali più svantaggiate; il matrimonio è cer- tamente un istituzione «giuridica» e come tale può subire evoluzioni nel corso della storia del diritto, ma la famiglia è un isti- tuzione «sociale» e pertanto non può eti- camente subire l’attacco sistematico con- dotto da un assetto economico privo di re- gole e principi perché si renderebbe il mo- dello di famiglia estremamente labile, fondato non sull’amore ma sul mutare del- le passioni, sul fascino della ricchezza e della potenza economica secondo le esi- genze del mercato capitalistico. Esso di- spone, come sistema, di potentissimi mez- zi massmediatici, come accade anche nel- le trasmissioni televisive di massimo ascol- to, durante le quali vengono proposti mo- delli di famiglia «plurale», come « referen- ce family ». In tal senso l’attacco alla famiglia come «illiberale» viene condotto anche mano- vrando i limiti della crisi economica, anche quelle fisiologiche agli sviluppi finanziari del sistema capitalistico, annullando le conquiste dei lavoratori per rimettere al centro, come sta accadendo da anni con le cosiddette riforme di «privatizzazioni», del sistema di mercato finanziario e le sue leg- gi spietate. La famiglia sta per essere defi- nitivamente schiacciata dal sistema liberi- sta ormai fuori controllo e da una feroce legge di economia selvaggia che ammanta i pur nobili ideali di un Europa unita, con le esigenze dello « spread », parola incom- prensibile ai padri di famiglia ma spesso si- nonimo di ingiustizia e di miseria! Solo col sistema schiavista, che pur l’Italia ha con- tribuito a debellare quando conquistò
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