Luglio-Agosto-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 14 FAMIGLIA ED EDUCAZIONE Giulio Alfano, Pontificia Università Lateranense N ell’attuale situazione politica e so- ciale parlare di famiglia significa toc- care inevitabilmente i caratteri fon- damentali non solo del nostro vivere civile ma ricordare i valori essenziali su cui pog- gia la nostra realtà politica e culturale. Va detto, infatti, che la famiglia costituisce il primo nucleo della società, come anche re- cita la nostra Costituzione Repubblicana; infatti essa è l’essenza di quello che in po- litica si definiscono «corpi intermedi dello Stato» e quindi va anche precisato cosa si intende per «Stato». Esso oggi viene consi- derato un momento unitario di consapevo- lezza giuridica dell’azione, a conferma che gli stati moderni e democratici non assor- bono l’intera totalità della vita dell’uomo- cittadino, ma ne costituiscono il momento determinate del vivere civile senza ledere l’intangibilità della vita privata. L’uomo contemporaneo non vive per lo Stato, come veniva considerato nelle isti- tuzioni politiche ancora per buona parte del XX secolo, ma semmai è lo Stato a vi- vere per il cittadino che ne è il fondamen- to non solo politico ma gnoseologico. In questo senso quindi è la persona ad essere e a dover essere al centro e a fondamento dello Stato stesso, in quanto «luogo dove l’essere si fa parola» ovvero centro della relazionalità sociale e base per qualsiasi progetto culturale. Lo Stato quindi non è un assoluto «sine nomine» che precede ed opprime l’uomo in quanto non ha niente fuori, contro o addirittura sopra di sé, ma è il motivo stesso della presenza politica relazionale dell’uomo e questo emerge an- cora di più all’indomani del crollo del mu- ro di Berlino che, oltre vent’anni or sono, ha sancito non solo la fine del cosiddetto «secolo breve», ma anche e soprattutto l’esaurimento dello Stato-nazione nato con la pace di Westfalia. Collocare il ruolo della famiglia in questo rinnovato contesto politico vuol dire anche interrogarsi sul ruolo della scuola e con essa dell’educa- zione nel XXI secolo; essa è per statuto an- che ontologico una «comunità educativa» dove il ruolo della famiglia risulta fonda- mentale anche in relazione allo sviluppo delle tecniche di comunicazione sociale che spesso fanno vivere i nostri giovani av- volti in una pluralità di messaggi che non sono in grado di decodificare. Certamente le nuove tecnologie rendono proprio la scuola ancora più protagonista di scelte fondamentali concorrendo a realizzare quello che chiamiamo oggi più che mai «democrazia della partecipazione» che prende sempre più il posto della «demo- crazia del consenso» nata con la rivoluzio- ne francese, che ha posto il «consenso» ossia il voto come fondamento e giustifica- zione della democrazia stessa, mentre og- gi risulta la partecipazione l’elemento de- terminante per costruire un contesto radi- cato e responsabile di società democrati- ca. La sinergia con la scuola è importante nella misura in cui si vuole costruire un senso di responsabilità condivisa, dei valo- ri di condivisione di esperienze ma soprat- tutto si vuole concorrere a realizzare i ra- dicati elementi di consapevolezza del fu- turo cittadino. Dal rapporto tra persona umana, società ed economia nasce uno dei processi canonici fondanti del sistema po- litico nel quale si concentra la relazionali- tà conflittuale tra i diritti fondamentali della persona umana e la sua dignità e le dinamiche necessarie alla competizione capitalistica del mercato, con il conse- guente profitto che, a sua volta, vuole ri- vendicare la propria centralità. Oggi, so- vente, lo sviluppo dell’uomo viene identi- ficato con la completa espansione econo- mica ed anche con un generalizzato be-
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