Luglio-Agosto-2012

11 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 luti e dogmatici, ma sono transeunti, conti- nuamente sottoposti a un processo di dina- mizzazione attivato dalla storia; sono frutto di un’intenzionalità valoriale che l’inse- gnante deve possedere e poter trasferire al- l’educando di modo che quest’ultimo possa riconoscere in essi la sua stessa motivazione (2) ad apprendere, ad educarsi, a farsi per- sona schiudendo la sua esistenza all’ulterio- rità (3). Gravato da inutili compiti burocratici, l’insegnante, oggi, sembra aver smarrito la sua identità, soprattutto per ciò che attiene la capacità di incidere sulla formazione del- la persona e del buon cittadino. Del resto, per accedere all’insegnamento, almeno ri- guardo a questo non gli è richiesta alcuna competenza o prova didattica che certifichi la sua attitudine ad imporsi alla classe co- me modello educante. La competenza di- dattica nelle sue plurime manifestazioni è un output di cui forse, fino ad oggi, le scuo- le di specializzazione non hanno adeguata- mente verificato il reale possesso. La formazione dell’insegnante, finora purtroppo, si fermava a un livello universi- tario che non accertava in toto la sua com- petenza didattica. Questo forse per un vecchio preconcetto idealistico che ancora regna sovrano nella società, al quale si era ispirata inoltre la stessa SSIS, secondo il quale nella formazione dell’insegnante ciò che conta è la conoscenza disciplinare che risolve da sé il problema della didattica dando per scontati, invece, una competen- za relazionale e umana, che attengono la dimensione personale dell’insegnamento fondamentale per la formazione civile dell’educando e l’umanizzazione della so- cietà. I tempi dimostrano che oggi siamo ben lontani dal modello di scuola gentilia- no. Comprendere questo fatto, soprattutto per chi riforma dall’alto la scuola, ma an- che per chi opera all’interno della stessa, è fondamentale per capire che l’uomo e l’educazione non sono mai pensabili al di fuori del contesto in cui vivono. Si è tanto parlato di una didattica e di un insegnante di qualità (4). Ma che cosa fa di un insegnante e della sua didattica un mo- dello vincente e di efficacia sul piano prati- co, dunque, di qualità? Bypassando le tante indicazioni teoriche e metodologico-prati- che, che la ricerca didattica di questi ultimi anni non ha mancato di offrire agli inse- gnanti e alle istituzioni e che pure risultano indispensabili per orientare oggi il «fare scuola» (5), a nostro avviso, il punto fonda- mentale dal quale occorre ripartire per con- trastare la crisi del ruolo dell’insegnante, il suo senso di inadeguatezza e i gap della sua preparazione è la comprensione del presen- te tempo storico. La domanda alla quale, pertanto, cercheremo di rispondere è la se- guente: quale insegnante per quale scuola, oggi? La competenza ermeneutica La ormai non più tanto recente legge sul- l’autonomia scolastica (L. 59/97) ha cercato di dare alla scuola un nuovo assetto in ri- sposta a una diversa domanda sociale di for- mazione in linea con i paesi europei ed ex- traeuropei. Con il senno di poi, possiamo di- re, forse, che a questa autonomia, in verità più sbandierata che agita concretamente, è mancata, tuttavia, una reale competenza ermeneutica dell’insegnante, intesa come capacità di «interpretare in maniera perso- nale e critica i bisogni di educazione, istru- zione e formazione di questo tempo e di questa realtà socio-economica» (6). Le teorie pedagogiche degli ultimi decen- ni, soprattutto nell’ambito del personalismo storico e sociale, invece, hanno dimostrato come l’aspetto primo che deve sempre con- traddistinguere l’azione didattica, dell’edu- catore, del professionista dell’educazione è la storicità, la comprensione del tempo entro cui agisce e al quale è rivolto l’esercizio re- sponsabile della sua professionalità. (2) Cfr. R. P AGANO , Il personalismo di Giuseppe Catalfamo , La Scuola, Brescia, 2004, p. 103. (3) Ibidem , p. 211. (4) Riguardo al tema dell’insegnamento e dell’insegnante di qualità si veda: Cfr. U. M ARGIOTTA (a cura di), L’insegnante di qualità. Valutazione e performance , Armando, Milano, 2002. (5) Cfr. C. L ANEVE (a cura di), Dentro il «fare scuola». Sguardi plurali sulle pra $ che , La Scuola, Brescia, 2010. (6) R. P AGANO , Educazione e interpretazione , La Scuola, Brescia, 2001, p. 108.

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