3 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2025 Editoriale Il nuovo corso dell’UCIIM non sarà solo una svolta organizzativa: sarà, almeno così ci auguriamo, una vera e propria rigenerazione culturale. Alla base c’è la consapevolezza che il ruolo dell’educatore non può essere solo una trasmissione di saperi, ma deve trasformarsi in guida capace di accompagnare i giovani verso un pensiero critico, responsabile e solidale. In questo contesto, l’UCIIM riafferma la centralità della persona – studente, docente, dirigente – e rilancia il valore del dialogo tra scuola, famiglia e comunità. Tra i punti chiave del nuovo corso spicca l’impegno per una formazione continua, non come mero aggiornamento tecnico, ma come percorso di crescita umana e professionale. L’UCIIM intende promuovere spazi di riflessione pedagogica, esperienze di didattica inclusiva e percorsi di leadership educativa ispirati ai principi del servizio e della corresponsabilità. In un’epoca segnata da incertezze, l’associazione vuole essere presidio di competenza e di speranza. Altro asse fondamentale è il rafforzamento della presenza sul territorio. Il nuovo corso punta a una UCIIM più vicina alle scuole, alle esigenze dei territori, capace di attivare reti e sinergie con enti locali, università, centri di ricerca. Una UCIIM radicata con le sue sezioni ma non chiusa, pronta ad accogliere le nuove generazioni di insegnanti ed educatori che cercano senso, comunità, orizzonti di significato. E infine, una rinnovata identità etica e spirituale, che non significa chiusura confessionale, ma proposta di un umanesimo integrale che vede nella cura dell’altro il fondamento dell’azione educativa. In questo senso, il nuovo corso dell’UCIIM si propone come un laboratorio di bene comune, dove educare significa costruire insieme una società più giusta, consapevole, inclusiva. Il nuovo corso è cominciato. Ora tocca a noi – soci, docenti, dirigenti, educatori – renderlo concreto. Perché la scuola non è solo un’istituzione: è il luogo dove prende forma il futuro. E l’UCIIM, oggi più che mai, vuole essere parte attiva di questo futuro. la sua crescita complessiva. Per questo motivo continuano i nostri incontri tra Uciim e i rappresentanti di 5 associazioni di famiglie riconosciute dal MIM. Si spera di riunire attorno a questo tavolo anche i rappresentanti delle associazioni dei giovani in modo da poter portare in un convegno nazionale una proposta di Patto di corresponsabilità frutto di un lavoro vivace e dialettico ma congiunto. Insieme a AIDU, AIMC, DIESSE, DISAL, associazioni professionali cattoliche, col patrocinio della CEI, del Dicastero per la Cultura e l’Educazione e di una Università cattolica stiamo organizzando un convegno nazionale prevedibilmente per la fine di ottobre per celebrare insieme il GIUBILEO DEL MONDO EDUCATIVO. Fanno da guida a questo impegno le belle parole di Mons. Staglianò La riflessione invita a considerare l’educazione come un cammino spirituale che non solo sviluppa la mente, ma alimenta anche il cuore e la vita interiore, in sintonia con i valori cristiani di amore, giustizia e solidarietà. Il contributo di Mons. Staglianò ci richiama al fatto che l’educazione è un diritto universale, un mezzo per costruire una società più equa e inclusiva. Il messaggio che emerge è chiaro: solo un’educazione che sia radicata nella verità e nei principi spirituali è in grado di formare adulti consapevoli e responsabili, capaci di affrontare le sfide del nostro tempo con speranza e determinazione. Reimmaginare i nostri futuri Abbiamo compiuto da poco 80 anni di vita, in tutto questo lungo periodo la nostra associazione ha saputo coniugare i valori della tradizione con la visione di un’educazione sempre attenta alla persona. Oggi, mentre la società in generale e il mondo scolastico in particolare affrontano sfide sempre più complesse – dalla transizione digitale alla crisi del senso educativo – l’UCIIM dovrà presentarsi dopo il Congresso Straordinario rinnovata, determinata ad aprire un nuovo corso capace di intercettare i bisogni reali della società e della scuola italiana.
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