La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 5 S p i r i t u a l i t à so la via della ragione e della libertà. Ogni alunno, riassumendo il suo percorso educa- tivo, dovrebbe poter dire dei suoi docenti: «tu m’hai di servo tratto a libertade» (Par. XXXI,85), mi hai reso più consapevole di me stesso e del mondo che mi circonda, mi hai presentato dei valori, mi hai reso più libero nelle scelte che dovrò necessariamente fare nella mia vita. cristiana della vita. Ricordiamo infine che insegnare non è solo applicare delle tecniche, apprendere delle nozioni, far rispettare dei regolamenti, è anche questo, ma è in primo luogo comu- nicare il proprio rapporto positivo con la re- altà. Quello che insegno è un’esperienza di umanità e di bellezza per guidare gli alunni a conoscere se stessi ed il mondo attraver- LA STORIA D’EUROPA È UNA STORIA DI RINASCIMENTI Estrapolato da: https://www.avvenire.it/europa/pagine/von-der-leyen-ue-discorso-sullo-stato-dell-unione «A pochi chilometri da Firenze c’è un villaggio che si chiama Barbiana» dove sor- ge «una piccola scuola di campagna dove, negli anni Sessanta, un giovane maestro, don Lorenzo Milani, scrisse su un muro due semplici parole in inglese: I care ». Lo ha ricordato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso su The State of the Union , appuntamento annuale organizzato dall’Istituto universitario europeo. Durante e oltre la pandemia» queste due parole «devono diventare il motto dell’Europa», ha sottolineato nel suo discorso in videoconferenza. Don Milani «disse ai suoi studenti che quelle erano le due parole più importanti che dovevano imparare», ha aggiunto la presidente. «“ I care ” significa prendersi responsa- bilità e quest’anno milioni di europei hanno detto “ I care ” con le loro azioni» di «volon- tariato o semplicemente proteggendo le persone che gli stavano attorno». « I care, we care , questa credo che sia la più importante lezione che possiamo imparare da questa crisi».

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