La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 4 Padre Giuseppe Oddone, Consulente ecclesiastico nazionale UCIIM Spi r i tual i tà I n quasi tutti gli interventi pubblici di Papa Francesco emerge un tema a lui caro: è quello di prendersi cura dell’altro, soprat- tutto se debole ed indifeso, e di debellare la cultura dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro. Per creare nei giovani questa mentalità, questo straordinario valore cristiano sono importanti e determinanti la famiglia e la scuola. Lo aveva compreso molto bene quel- lo straordinario e geniale educatore che era Don Milani: I care era il suo motto, ossia io mi prendo cura, l’alunno mi interessa. Oggi purtroppo si estendono nelle relazioni socia- li e scolastiche l’indifferenza, il distacco, il menefreghismo, la lontananza. Come insegnanti cristiani siamo chiamati nel rapporto educativo ad essere più empati- ci e simpatici, cioè a capire le emozioni degli altri e sentirle come nostre; non solo dobbia- mo educare noi stessi e gli alunni a prendersi cura dell’altro, della sua persona, ma anche dei suoi oggetti e delle sue cose, prolunga- mento della loro personalità. Un fenomeno che si sta diffondendo an- che nella scuola è il bullismo da tastiera, portato agli estremi della violenza nel lin- guaggio minaccioso e volgare, perché sti- molato e coperto dalla lontananza ed anche dalla possibilità di mantenere l’anonimato: abbiamo visto che può causare nei preadole- scenti e negli adolescenti gesti estremi, fino al suicidio. La scuola è un intreccio di relazioni e se queste sono autentiche diventano esse stes- se il regolamento, lo stile. Certamente c’è bisogno di regole, ma il primato è quello della relazione. Se si vive questa capacità di prendersi cura dell’altro, sapremo andare quando è necessario oltre i rigidi regolamen- ti. Nella relazione incontro l’altro e non la regola. Il prendersi cura dell’altro, in concreto dei nostri alunni, comporta diversi momenti. Prima di tutto è necessario nella prima fase saper accogliere, dare il benvenuto, guarda- re negli occhi con dolcezza e simpatia, fare sentire la persona accettata dal gruppo, dia- logare ed intuire le sue aspettative, promuo- vere la sua autonomia. Stabilita la prima relazione personale e l’inserimento nel gruppo, diventa necessario approfondire la storia personale di ognuno, le precedenti esperienze scolastiche e istillare fiducia nelle proprie capacità e nella riuscita del ciclo di studi. Nasce così l’esigenza di accompagnare gli alunni nella scuola e nello studio personale, di informarli, di promuovere la loro identità, facendo maturare in loro la dimensione rela- zionale, creando e modificando in senso posi- tivo la dinamica dei rapporti. Il compimento integrale dell’io passa attraverso la relazio- ne del tu e tende alla realizzazione del noi. La relazione è personalizzante, dà identità all’individuo e lo inserisce in una comunità. Gli permette di accettare le differenze, di non assumere atteggiamenti di condanna o di rifiuto. A questo proposito, visto il dibatti- to attuale sull’argomento, se si riscontrasse in qualche alunno una tendenza all’omoses- sualità, disagio o addirittura rifiuto nell’ac- cettazione della propria identità sessuale, dobbiamo precisare che questi atteggiamenti vanno considerati in quanto condizione, non in quanto perversione, e che ogni forma di emarginazione nella scuola e nella vita non è permessa, va assolutamente evitata. Questo non esime, tuttavia, dal presentare nel dia- logo e nella relazione personale la visione PRENDERSI CURA

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