La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021

Lo Scaf fale LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 44 Dal lo Scaf fale al lo Schermo BAMBINI NEL BOSCO Poco prima del lockdown, è stato proposto ad alcune in- segnanti di avventurarsi con i bambini di cinque anni, prepa- rati con l’educazione all’aperto, nei sentieri propri della paleon- tologia del sito musealizzato di Polledrara di Cecanibbio, sulle vie Aurelia e Boccea. I resti degli elefanti antichi e di altra fauna locale raccontano l’attraversa- mento del fiume addormentato nella campagna romana. Il dato millenario si raffigura nel pre- sente. Il reperto archeologico è ora esibito davanti agli occhi curiosi di chi apprende le pa- role adatte e subito le elabora, secondo una fraseologia diven- tata gradualmente linguaggio prescientifico. La vocazione interdisciplina- re accademica si declina nelle forme dell’innovazione, inte- sa come arte della narrazione e creazione degli strumenti di scavo e conservazione entrati a far parte della quotidianità scolastica. Polledrara racchiu- de la vita all’aperto dell’uomo, degli animali, di tutti gli esseri viventi e suggerisce ai bambini la rievocazione del fatto storico tornando a scavare per trovare le ossa e posizionarle, dando forma e sostanza all’esposizione rivolta alla comunità più ampia. Nasce il museo itinerante con i reperti visti e riprodotti dalle piccole mani laboriose dei pale- ontologi in erba, capaci di ma- terializzare l’interamente vis- suto in luoghi riportati alla luce dagli appassionati della Terra, non più distrattamente calpe- stata. Nel Progetto si sviluppa la mentalità paleontografica ali- mentata dalla nuova tecnologia dell’infanzia. Pierre Teilhard de Chardin ne sarebbe fiero. L’esperienza pregressa del bosco, del parco naturale, della pineta ha fornito le fondamenta su cui erigere il percorso di so- stenibilità ambientale ideato tra università, scuola, territorio, tra cultura ricostruita e scienza reinventata nei manufatti rea- lizzati in classe e depositati ar- tisticamente nel plastico all’a- perto. La pedagogia ha tessuto la trama della sintesi tra cono- scenze interdisciplinari, in mo- do da comporre i vari linguaggi in un quadro interpretativo uni- tario divenuto comunicazione accessibile a tutti ( Redazione ). TRISTI A VOLTE, COMBATTIVI SEMPRE In questi quasi due difficili an- ni chi di noi non avrebbe deside- rato almeno una volta dialogare, apertamente e profondamente, della sua esperienza con un col- lega che stima? Ecco, Giuseppe Bagni e Giuseppe Buondonno hanno realizzato questo desi- derio sotto forma di epistolario digitale e ne hanno tirato fuori un bel libro. Gli autori sono insegnanti di di- verse discipline, uno scientifiche e l’altro umanistiche, accomuna- ti da un retroterra culturale e da una sensibilità professionale che li connotano e che esplicitano in questi termini: Questo nostro scambio di let- tere è nato dal desiderio di con- fronto tra due insegnanti amici e con storie di militanza e im- pegno politico piuttosto simili […]. Andando avanti nel tempo - dall’autunno del 2019 a quello del 2020, a cavallo, cioè, della pandemia che ci ha travolto - ci è sembrato che queste rifles- sioni potessero interessare al- tre persone, contribuire ad una discussione meno occasionale e superficiale sulla scuola, sul sa- pere e su come entrambi stia- no cambiando. Siamo cresciuti nella convinzione che il sistema formativo e la democrazia siano sostanze inscindibili, che cre- scono o si spengono insieme. E, non a caso, è alla «scuola del- la Costituzione» che facciamo costante riferimento, alla sua costruzione permanente, come necessariamente permanente dovrebbe essere la rigenerazio- ne della democrazia stessa. Il volume è diviso in tre parti che non hanno bisogno di spie- gazioni dato il riferimento chia- ro alla pandemia, alla chiusura delle scuole e alla didattica a distanza: Prima, Durante, La seconda ondata. L’introduzione è di Fabio Mussi che presenta gli autori come né Apocalittici né Integrati, di echiana memoria, ma come persone che coltivano gelosamente una propensione critica verso la realtà. La scuola è insostituibile per- ché spinge ciascuno di noi, in- segnanti e/o studenti, a voler conoscere altri mondi, altre re- altà, altre esperienze, altre pos- sibili vite passate e future. Ma quale scuola? Non certo quella trasmissiva della tradizione ma una scuola che motivi lo stu- dente alla costruzione della conoscenza, all’interno della dimensione sociale, nel conte- sto della classe. Per far questo l’insegnante deve essere simile ai nostri autori, deve avere nel- la scuola il proprio orizzonte di senso, viverla così intensamen- te da non considerare il suo la- voro un mestiere e da avere una bassa soglia di tolleranza verso chi la maltratta, o ne parla con la strumentale leggerezza. Un libro scritto da due colle- S andra C histolini , L’asilo nel bosco. La scuola aperta alla comunicazione sul territorio tra arte e comunità, colla- na Scienze della formazione, 2021

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