La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021

Lo Scaf fale LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 Dal lo Scaf fale al lo Schermo porre i cocci del loro rapporto? Se per comprendere in pieno il linguaggio del cinema bisogna fare attenzione non solo ai dia- loghi, ma anche alle inquadratu- re, al montaggio, alla mimica, ai gesti, alla colonna sonora, ecc. nessun dubbio sull’importanza che, in questo film, acquista una solo apparentemente su- perflua sequenza che, tenuto conto degli incastri tempora- li con i quali romanzo e film si snodano, rappresenta la vera conclusione della vicenda: quel- la in cui Aldo e Vanda stipano in capienti sacchi di plastica fogli e ninnoli (diventati cartaccia e cocci), li portano fuori casa e scaricano tutto nei cassonetti dell’immondizia. Per associazione di immagini e di idee ci viene incontro Italo Calvino che ne «La poubelle agréée» ( La pattumiera gradita ) dice, con arguzia e ironia: «Delle faccende domestiche, l’unica che io disimpegni con qualche competenza e soddisfazione è quella di mettere fuori l’immon- dizia». Conservare ciò che non ha più valore - rancori, impunta- ture, reciproche accuse, litigi in- clusi - non ha senso. I figli, quan- do sono piccoli, «guardano» (per dirla con De Sica), giudicano e rimproverano in silenzio; da grandi, urlano. Non è sacrilegio devastare una casa paterna do- ve si è passato più tempo a rin- chiudersi nella propria stanzetta che a giocare con i genitori, ma voglia di fare pulizia. Anche i cocci, come i lacci, possono di- ventare espedienti per salvare quel che resta dell’amore. Come dite? Non siete d’ac- cordo? Che peccato che questi cinema chiusi impediscano di- scussioni con amici e parenti! ( Italo Spada) Sandro e Anna, i due figli mi- norenni costretti ad assistere impotenti ai litigi dei genitori. Sono loro che, nonostante l’uf- ficializzazione della separazio- ne, continuano a tenere legata in qualche modo la famiglia. Passano gli anni, i divorzi non scandalizzano più nessuno, il tempo attenua i bollori, l’aman- te si fa da parte, Aldo e Vanda ritornano a convivere e conver- tono la loro incomunicabilità in normale brontolio di anziani. Il tempo passa anche per Sandro e Anna che, pur avendo lasciato la casa paterna, si sono porta- ti dentro le ansie, le paure e le delusioni accumulati nei delicati periodi dell’infanzia e dell’ado- lescenza. Trent’anni sono più che sufficienti per prendere la decisione di rompere quei lacci. L’occasione propizia gliela offro- no senza volerlo proprio i due vecchietti quando, avendo deci- so di trascorrere qualche giorno di vacanza al mare, affidano ad Anna il compito di fare ogni tan- to delle capatine a casa soprat- tutto per accudire il gatto Labès ( La bestia ). È così che, come un imprevedibile temporale d’Ago- sto, scatta anche l’ora dei cocci, quella in cui, tra ilarità e rab- bia, viene voglia di seppellire il passato mandando tutto in aria non per puro vandalismo, ma per l’irrefrenabile voglia di fare pulizia una volta per tutte. Non sapremo mai se gli autori della devastazione confesseranno, se Labès ritornerà a casa, se ci sarà una ricomposizione familiare; la vicenda, per Starnone/Luchetti, si chiude qui, lasciando ai let- tori/spettatori la libertà di por- re domande e di dare risposte: Aldo e Vanda capiranno che, a volte, i lacci si possono trasfor- mare in catene? Smetteranno, almeno in età avanzata, a far volare stracci di incomprensio- ne? Saranno in grado di ricom- ghi, stimolante per molti colle- ghi! ( Redazione ). LACCI, STRACCI, O COCCI? Come si tiene unita una fami- glia per non farla frantumare? Bastano i figli a fare da lacci? Peccato che questo film di Daniele Luchetti, tratto dal ro- manzo omonimo di Domenico Starnone e scelto come film di apertura fuori concorso a Venezia 2020, abbia trovato sulla strada della distribuzio- ne la pandemia. Sarebbe stato interessante argomento di di- scussione non solo nei cineclub (esistono ancora?), ma anche e soprattutto nelle famiglie. Partiamo dal consiglio di una voce Fuori Campo: «P er stare insieme, bisogna parlare poco… l’indispensabile». Sarà vero? Aldo (Lo Cascio/Orlando), spe- aker radiofonico che fa la spola tra Napoli e Roma, non è d’accor- do, tant’è che dopo aver tradito la moglie Vanda (Rohrwacher/ Morante) trova onesto confes- sarle una scappatella. Siamo nei primi anni Ottanta, quando, per non fare franare la casa, si preferiva nascondere la polvere sotto il tappeto. La crepa, però, si allarga di giorno in giorno e, inevitabilmente, volano stracci: lei lo caccia via di casa, lo spia, lo affronta sul posto di lavoro, aggredisce la rivale, entra in depressione, tenta il suicidio. Sarebbe una normale storia di coppia in crisi se, da sporadica evasione, l’avventura di Aldo non si trasformasse in irresisti- bile attrazione per la giovane e bella collega Lidia e, soprattut- to, se non ci fossero di mezzo G iuseppe B agni , G iuseppe B uondon - no , Suonare in caso di tristez- za. Dialogo sulla scuola e sulla democrazia, PM edizioni, Va- razze, 2021 R egia : D aniele L uchetti , Lacci, Italia, 2020

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