La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 42 mi e affrontati a partire da conoscenze e abi- lità disciplinari; o, ancora, attraverso percorsi basati su concetti-chiave e procedure-chiave afferenti a varie discipline che aiutino gli stu- denti a identificare e collegare gli obiettivi delle singole discipline. Si introdurranno nei curricoli elementi di flessibilizzazione dei percorsi formativi, in relazione a diversi possibili gradi di integra- zione disciplinare. Gli interventi di flessibiliz- zazione consentono di affrancare le architet- ture curricolari da una visione enciclopedica e lineare della conoscenza a vantaggio di una visione dinamica e reticolare, nonché di in- trodurre elementi di personalizzazione dei percorsi di studio, attraverso l’incremento della quota di opzionalità a disposizione degli studenti. Tale cambiamento non potra realiz- zarsi solo con un atto normativo, ma si ren- dera necessario il coinvolgimento dell’intera comunita professionale e degli stakeholder. A tal fine, e necessario uniformare i modelli di certificazione delle competenze. Infine, verra ampliata la sperimentazione dei licei e tecnici quadriennali, che attual- mente vede coinvolte 100 classi in altrettante scuole sul territorio nazionale e che si inten- de portare a 1000. Investimento sul sistema integrato 0-6 Alle bambine e ai bambini devono essere garantite pari opportunità per sviluppare po- tenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, in un adeguato contesto af- fettivo, ludico e cognitivo, per produrre ef- fetti positivi sui risultati negli apprendimenti, contrastare l’insuccesso scolastico, incidere sulle condizioni di povertà materiale ed edu- cativa. L’accesso ad una rete diffusa di servizi educativi e di scuole dell’infanzia rappresen- ta, oltre che un diritto per le bambine e i bambini, un’opportunità per favorire valide possibilità di conciliazione dei tempi di cura dei piccoli, di lavoro e di vita nel nostro Pae- se. La disponibilità in un territorio di tali ser- vizi in misura adeguata, con costi decrescenti per gli utenti - fino alla possibile gratuità - qualifica socialmente una comunita, renden- dola piu equa e solidale. E necessario che i servizi per l’infanzia siano riconosciuti come un diritto del bambino e un bene comune per la collettivita. Questi obiettivi assumono un significato non soltanto educativo, ma anche sociale e di riequilibrio territoriale e di gene- re; richiedono interventi immediati e di me- dio periodo (almeno 5 anni) che impegnino in forma sinergica le diverse articolazioni della Repubblica, dallo Stato alle Regioni agli Enti locali. Da marzo scorso sono in consultazione le Linee pedagogiche elaborate dalla Commis- sione nazionale per il Sistema integrato 0-6 anni, che rappresentano un quadro di riferi- mento per l’intero Sistema. Le scuole, le fa- miglie, le associazioni, gli Enti locali e tutti gli stakeholder sono chiamati ad offrire un contributo per la piena realizzazione del pro- getto. Nel PNRR e previsto un progetto di investi- mento, diretto alla costruzione, alla riquali- ficazione e alla messa in sicurezza degli asili e delle scuole dell’infanzia. La misura con- sentira la creazione di circa 228.000 posti. Il piano tende anche a promuovere la costitu- zione di poli per l’infanzia, costruendo cosi un percorso educativo unitario. L’intervento, gestito dal Ministero dell’Istruzione, in colla- borazione con il Dipartimento delle Politiche per la Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’interno, verra realizzato mediante il coinvolgimento diretto dei Comuni che accederanno alle procedure selettive e condurranno la fase della realizza- zione e gestione delle opere, con un approc- cio di governance multilivello. Filiera formativa professionalizzante e ITS Nonostante i processi di riforma tentati nell’ultimo decennio, l’Italia non è ancora ri- uscita a costruire una moderna «filiera for- mativa tecnico-professionale», in grado di at- trarre i talenti dei giovani e di corrispondere alle crescenti richieste di figure professionali qualificate da parte del mondo del lavoro, ri- ducendo l’attuale skill mismatch . La costituzione o il rafforzamento di tale filiera - denominata internazionalmente Vo- cational Education and Training (VET) o Te- chnical Vocational Education and Training (TVET ) - ha costituito un elemento caratte- rizzante molte riforme dei curricoli nei pa- esi dell’Unione Europea, anche come forma di prevenzione e contrasto della dispersione
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