La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 2 si trasformò in violenti scontri armati. Nel 1947, l’ONU decise di spartire i territori pale- stinesi tra due stati, uno ebraico e uno arabo, ma la proposta venne respinta dai Paesi Arabi. Nel maggio del1948, comunque, gli Ebrei pro- clamarono a Tel Aviv la nascita e l’indipen- denza dello Stato d’Israele, sotto la guida di David Ben Gurion, che fu primo ministro fino al 1954. I paesi arabi confinanti sferrarono im- mediatamente un attacco militare che portò allo scoppio della prima guerra arabo-israelia- na, che si concluse con la vittoria di Israele. Il nuovo Stato occupò la maggior parte della Palestina. Lo Stato palestinese non sorse mai e Gerusalemme venne divisa in due: la parte est alla Giordania, l’ovest a Israele. Quel che restava della Palestina, cioè la Cisgiordania e la striscia di Gaza, passò rispettivamente sotto il controllo della Giordania e dell’Egitto. Negli anni successivi, il conflitto fra Israele e i paesi Arabi confinanti continuò. Nel 1956, scoppiò la seconda guerra arabo-israeliana, ricordata come la guerra di Suez, seguita nel 1967 dalla terza guerra arabo-israeliana, defi- nita, per la sua breve durata, «dei sei giorni», nella quale gli israeliani sconfissero l’Egitto, la Siria e la Giordania, e strapparono ai ne- mici numerosi territori, tra cui la striscia di Gaza, rimasta fino ad allora sotto ammini- strazione militare egiziana e la Cisgiordania (compresa la parte orientale di Gerusalemme) sottratta alla Giordania. Ne conseguì un se- condo massiccio esodo palestinese. La scon- fitta non fece altro che accrescere l’odio ara- bo verso lo Stato israeliano. Nell’ottobre del 1973, infatti, Egitto e Siria attaccarono Israele durante la festa dello Yom Kippur , la festa ebraica dell’Espiazione, per questo il conflit- to viene ricordato come guerra del Kippur. La reazione israeliana fu rapida, tuttavia le ostilità vennero bloccate dall’ONU. In questo clima di tensione un primo spiraglio di pace si ebbe nel settembre 1978, quando, dopo una lunga serie di incontri e trattative diplomati- che, iniziate nel 1973, il presidente egiziano Anwar al-Sadat e il primo ministro israeliano Menahem Begin si incontrarono a Camp David, negli Stati Uniti e giunsero a un accordo. Con il trattato di pace che ne seguì, firmato nel marzo 1979, l’Egitto riconobbe ufficialmente lo Stato d’Israele, fino a quel momento negato da tutti i paesi arabi, e, in cambio, ottenne la restituzione della penisola del Sinai, occupata dagli israeliani nel 1967, ma non la striscia di Gaza. La reazione degli altri paesi della lega araba, nonché dei movimenti musulmani più intransigenti, fu dura e al-Sadat venne assassi- nato. Dopo l’Egitto anche la Giordania accettò l’esistenza dello stato ebraico. Rimase aperta la questione dello stato Palestinese, che non vide la luce, e quella dei Palestinesi scacciati dalle loro case, una popolazione senza patria e senza diritti, costretta ad emigrare negli al- tri Paesi arabi. Dagli anni Ottanta, il conflitto tra israeliani e palestinesi si allentò tra gli scontri e la ri- cerca di una soluzione diplomatica. Nel 1987, nei territori palestinesi della striscia di Gaza e della Cisgiordania che Israele aveva occupa- to, scoppiò la prima intifada (in arabo, «risve- glio»), una insurrezione da parte dei giovani pa- lestinesi, armati solo di fionde e sassi, contro i militari israeliani. La repressione provocò cen- tinaia di morti, ma la protesta non si arrestò. Nel 1988 nacque a Gaza un nuovo movimento politico fondamentalista, Hamas (le iniziali in arabo di «Movimento di resistenza islamico»), un’organizzazione islamica palestinese a ca- rattere religioso e paramilitare, considerata di stampo terroristico da Unione Europea e Stati Uniti. Alla fine degli anni Ottanta si aprirono, con lo scopo di creare un’entità statale auto- noma per i Palestinesi, nuove trattative che ebbero come protagonisti il premier israelia- no Ytzhak Rabin e Yasser Arafat, presidente dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) fin dal 1969. Nel 1993 si giunse nella capitale norvegese Oslo alla conclusione di una serie di accordi, che furono firmati nel corso di uno storico incontro fra Arafat e Rabin grazie alla mediazione del presidente statuni- tense Bill Clinton, che li accolse il 13 settem- bre a Washington per la cerimonia ufficiale. All’OLP venne concesso l’autogoverno nei ter- ritori di Gaza e Cisgiordania, benché occupati ancora da Israele; gli israeliani ottennero, da parte araba, il riconoscimento dello Stato di Israele. Gli accordi furono accolti come mo- E d i t o r i a l e

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