La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 1 invisa al fondamentalismo islamico, o, vice- versa, sulla Palestina che subisce un massacro e non partecipa a una guerra o partecipa a una guerra impari. Da una parte un fazzoletto sovrappopolato di terra e dall’altro una po- tenza che lo circonda e discrimina. I morti non hanno nazionalità, le radici dell’odio sono intricatissime e conta estirparle, non solo ca- pirle. « Tanti innocenti sono morti – ha detto il Papa nei giorni del fuoco e del lutto, appel- landosi alla pace -. Tra di loro ci sono anche i bambini, e questo è terribile e inaccettabile. La loro morte è segno che non si vuole costru- ire il futuro, ma lo si vuole distruggere ». Il Papa invoca la deposizione delle armi, il dia- logo, la rinuncia all’odio. Il sogno è che l’appello sia accolto. La tre- gua è arrivata, ma si spera sia eterna. Perché da decenni una terra contesa alimenta una spirale di violenza, e ha mietuto vittime e se- minato dolore, annerito di lutto e arrossato di sangue. Una lunga, tragica storia cominciata alla fine della Prima guerra mondiale, quando l’immigrazione degli Ebrei in Palestina, iniziata verso la fine dell’ottocento, si intensificò e au- mentò ulteriormente con la fine della seconda guerra mondiale: allora migliaia di Ebrei, so- pravvissuti alla Shoah, decisero di trasferirsi in Palestina, che era sotto il protettorato bri- tannico, nella speranza di formare un proprio Stato. Gli arabi palestinesi cominciarono a te- mere di diventare una minoranza e di perdere le loro terre. La tensione tra le due comunità C’ è un’immagine che commuove e in- digna, simbolo tragico di un conflitto senza tempo: Omar ferito al volto, l’espressione sofferente, avvolto in una coper- ta bianca e in braccio a un infermiere, poco dopo, disteso in un reticolo di tubicini, papà Muhammad in lacrime bacia la mano minusco- la. Omar ha pochi mesi ed è vivo perché la sua mamma, donandogli un ultimo gesto d’amore, gli ha fatto da scudo, l’ha protetto con il corpo mentre tutto tremava: i muri, il cuore, le vo- ci… La casa di Omar, di cui restano mozziconi di muri e montagnole di detriti, sorgeva nel campo profughi di Al-Shati, a Ovest di Gaza City, nel cuore dell’ultima battaglia tra Israele e Palestina, svoltasi tra il 10 e il 21 maggio: undici giorni di fuoco e vittime innocenti. Sul fronte palestinese, secondo il ministero della sanità, i caduti sotto i bombardamenti isra- eliani sono stati 230, di cui 65 bambini, 39 donne e 17 anziani. E il piccolo Omar è uno dei 1.710 feriti. Sul fronte israeliano, dove i dati sono meno aggiornati, si contano comun- que 12 morti e centinaia di feriti. Numeri che inchiodano le coscienze di chi fomenta, di chi arma, di chi assiste senza placare: i bambi- ni sono bambini in qualunque Paese cresca- no e le ragioni di una guerra non assolvono. Nemmeno vogliamo avventurarci nel dibattito su Israele che si difende da un regime, Hamas, che da mesi incita la popolazione palestine- se a marciare verso i suoi confini, su Israele avamposto ebraico della cultura occidentale UN CONFLITTO SENZA TEMPO Edi tor iale Tommasina Barillà, docente e formatrice UCIIM «Ebrei, cristiani e musulmani in dialogo per la pace nel mondo» è un progetto propo- sto dall’UCIIM, in collaborazione con UCEI e COREIS, di cui già avevamo dato notizia nel numero di gennaio-febbraio 2020 di questa rivista. Tale progetto è stato bloccato dalla situazione pandemica. Eppure, visto quanto oggi accade in terre a tutti noi sacre e care, sarebbe stato molto utile. In attesa di poterlo realizzare pubblichiamo, sul tema, le se- guenti riflessioni, convinti che avere una sintesi sulla dimensione e la portata storica della questione sia utile a ciascuno di noi per informare e formare correttamente gli alunni. Rosalba Candela, Presidente Nazionale - Elena Fazi, Vicepresidente vicaria Nazionale

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