La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 37 Dall’altro, occorre consentire ai percorsi universitari una maggiore flessibilità e per- mettere la specializzazione degli studenti in modo più graduale. La Missione «Istruzione e ricerca» si basa su una strategia che poggia sui seguenti assi portanti: ○ miglioramento qualitativo e ampliamento quantitativo dei servizi di istruzione e for- mazione; ○ miglioramento dei processi di reclutamen- to e di formazione degli insegnanti; ○ ampliamento delle competenze e poten- ziamento delle infrastrutture scolastiche; ○ riforma e ampliamento dei dottorati; ○ rafforzamento della ricerca e diffusione di modelli innovativi per la ricerca di base e applicata condotta in sinergia tra universi- tà e imprese; ○ sostegno ai processi di innovazione e tra- sferimento tecnologico; ○ potenziamento delle condizioni di suppor- to alla ricerca e all’innovazione. A loro volta, tali obiettivi sono articolati in due componenti: ○ «Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido all’Università». La componente mira a realizzare gli inve- stimenti materiali ed immateriali necessari a colmare o a ridurre in misura significativa in tutti i gradi di istruzione le carenze struttu- rali sopra descritte, anche grazie all’utilizzo delle risorse già destinate al comparto istru- zione che si libereranno come conseguenza della denatalità nell’arco dei prossimi anni. A questo fine, la componente punta al raffor- zamento dell’offerta formativa, anche sulla base del miglioramento delle competenze del corpo docente, a partire dal sistema di reclutamento e dai meccanismi di formazio- ne in servizio di tutto il personale scolastico. La componente, infine, persegue l’obiettivo di rafforzare le infrastrutture e gli strumen- ti tecnologici a disposizione della didattica, nonché a sostenere e ad ampliare i dottorati di ricerca. o «Dalla ricerca all’impresa» La componente mira ad innalzare il po- tenziale di crescita del sistema economico, favorendo la transizione verso un modello di sviluppo fondato sulla conoscenza, conferen- do carattere di resilienza e sostenibilità alla crescita. Le ricadute attese della componen- rispetto alla media degli altri Paesi avanza- ti (il numero di ricercatori per persone at- tive occupate dalle imprese è pari solo alla metà della media UE: 2,3 % contro 4,3% nel 2017). Diventa, pertanto, necessario frenare la perdita, consistente e duratura, di talento scientifico tecnico, soprattutto giovani, recu- perando il ritardo rispetto alle performance di altri Paesi. 7. Ridotta domanda di innovazione. In Italia si registra una ridotta domanda di inno- vazione e capitale umano altamente qualifica- to da parte del mondo delle imprese, a causa della prevalente specializzazione nei settori tradizionali (che rappresentano, peraltro, un vasto e inesplorato mercato potenziale per le innovazioni) e dalla struttura del tessuto in- dustriale (fatto in prevalenza di PMI), da cui deriva una maggiore propensione a contenere i costi e una limitata cultura dell’innovazione. Ciò limita il potenziale di utilizzo (e la relativa valorizzazione) della base scientifica e tec- nologica già disponibile: deve considerarsi, al riguardo, che il volume della ricerca con- dotta nel sistema di R&I pubblico e finanziata dalle imprese (in percentuale del PIL) resta ancora distante dalla media UE e ben lonta- no dalle performance dell’industria europea ed in particolare tedesca; nel 2019, inoltre, solo il 2% delle pubblicazioni italiane erano co-pubblicazioni pubblico/privato rispetto al 4 % dell’UE. 8. Limitata integrazione dei risultati del- la ricerca nel sistema produttivo. Il sistema di trasferimento tecnologico italiano soffre di numerosi problemi strutturali ed organiz- zativi che impediscono il trasferimento della ricerca, anche nelle numerose aree di eccel- lenza, e la sua valorizzazione in termini di brevetti, accordi commerciali e creazione di nuove imprese. Per affrontare e risolvere queste criticità - che vedono il nostro Paese penalizzato ri- spetto al benchmark europeo sia per l’abban- dono anticipato dello studio sia per il misma- tch tra domanda e offerta di lavoro - occorre agire lungo tutto il percorso di istruzione: dalla scuola primaria all’università. Da un lato, occorre arricchire la scuola obbligatoria e media superiore con l’inse- gnamento delle abilità fondamentali e delle conoscenze applicative coerenti con le sfide che la modernità pone.

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