La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 36 orientamento e di transizione dalla scuola secondaria all’Università. A tale divario con- tribuiscono, inoltre, il sottodimensionamento dei servizi residenziali per gli studenti univer- sitari - la percentuale di studenti universitari che utilizzano servizi residenziali pubblici è del 3% contro la media europea del 18% - e all’esistenza di ostacoli di tipo economico - gli studenti universitari che fruiscono di una bor- sa di studio sono pari al 12% contro una media europea del 25% mentre quelli che sono esen- tati dal pagamento delle tasse universitarie sono il 13% contro una media europea del 30%. Il numero di dottorati conferiti in Italia è tra i più bassi tra i paesi UE, ed è in costan- te calo negli ultimi anni (-40% tra il 2008 e il 2019): secondo Eurostat, ogni anno in Italia solo una persona su 1000 nella fascia di età 25-34 completa un programma di dottorato, contro una media UE di 1,5 (2,1 in Germania). In aggiunta, quasi il 20% di coloro che hanno conseguito un dottorato in Italia ogni anno si trasferisce all’estero. 4. Skills mismatch tra istruzione e do- manda di lavoro. A fronte di questo esodo di capitale umano qualificato, circa il 33% delle imprese italiane lamentano difficoltà di reclu- tamento, mentre sono il 31% i giovani fino a 24 anni che non hanno un’occupazione ma la cercano. Allo stesso tempo, solo l’1,7% degli studenti terziari si iscrive a corsi di istruzione professionalizzante, che pure hanno prodotto in anni recenti esiti occupazionali significativi (più di 80% di occupati a un anno dal diploma). 5. Basso livello di spesa in R&S. L’Italia rimane ancora distante dalle performance di altri Paesi, facendo registrare una intensità delle spese in R&S rispetto al PIL (nel 2018 pari all’1,4%) decisamente più bassa della media OCSE (2,4%), tanto nel settore pubbli- co quanto nel privato (0,9% contro una media OCSE dell’1,7%). In questa prospettiva, la ri- presa e il sostegno agli investimenti pubblici e privati in R&S rappresenta una condizione essenziale per recuperare il divario nei livelli di produttività dei fattori produttivi (capitale e lavoro). 6. Basso numero di ricercatori e perdi- ta di talenti. Una barriera importante allo sviluppo e alla competitività del sistema economico è rappresentata dalla limitata disponibilità di competenze, con un nume- ro di ricercatori pubblici e privati più basso di istruzione primaria non riescono a soddi- sfare la domanda delle famiglie. Ad esempio, il 46,1% delle famiglie italiane chiede di poter fruire del servizio di tempo pieno nelle scuole primarie, con le percentuali più alte in Pie- monte, Emilia-Romagna e Lazio. 2. Gap nelle competenze di base, alto tasso di abbandono scolastico e divari ter- ritoriali. Secondo una recente indagine del Ministero dell’Istruzione (MIUR DGCASIS), il tasso di abbandono scolastico raggiunge il 3,8% nelle scuole secondarie di primo grado, dove è fortemente correlato a diseguaglianze reddituali e ad un maggior tasso di povertà e di deprivazione materiale, ed aumenta consi- derevolmente nei cicli di istruzione successi- va. La percentuale di giovani compresi tra 18 e 24 anni che hanno un livello di istruzione non superiore a quello secondario di primo grado è, in Italia, del 14,5%, mentre la media europea (corrispondente all’obiettivo stabilito nell’ET2020) è pari al 10%. Gli studenti italiani di 15 anni si collocano al di sotto della media OCSE in lettura, matematica e scienze, con ampie differenze territoriali che documenta- no risultati migliori della media OCSE al Nord ma molto inferiori al Sud. I due problemi - l’abbandono scolastico e i divari di competen- ze - sono tra loro fortemente connessi, per- ché la mancata acquisizione di competenze di base ( basic skill s) è una delle principali cau- se dell’abbandono scolastico. Inoltre, appare particolarmente carente la preparazione de- gli studenti del ciclo secondario nelle abilità di comunicare e dibattere, di comprensione della logica che sottostà alle tecnologie infor- matiche, nella capacità di risolvere i problemi - carenze cui si può far fronte recuperando ad esempio i metodi di Emma Castelnuovo per l’insegnamento della matematica nelle scuole – e nell’introduzione a materie che non sono parte del curriculum tradizionale. 3. Bassa percentuale di adulti con un titolo di studio terziario. Ulteriori e conse- guenti carenze si evidenziano nelle statisti- che relative all’istruzione terziaria. La per- centuale di popolazione di età compresa tra i 25 e i 34 anni in possesso di un titolo di stu- dio di livello terziario è pari al 28% rispetto al 44% di media nei paesi dell’OCSE. Questo divario è dovuto anche - sebbene non esclu- sivamente - alla carenza di offerta di forma- zione professionale avanzata e di servizi di

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