La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 33 mento che garantiscono l’efficacia di una « leadership educativa». Se la responsabilità dell’educare e della leadership educativa sta nel sentire a sé affi- dato il futuro dei ragazzi e delle persone (os- sia del personale scolastico e delle famiglie), è necessario che dirigenti e docenti riflet- tano sull’importanza delle relazioni e sullo scopo ( moral purpose ) dell’educare e di una « learning community ». In quali modalità? Mettendo al centro del proprio statuto identitario delle finalità e articolazioni delle proprie azioni il rispondere a: • priorità della persona, di tutta la persona, del suo benessere, fornendo gli strumenti di autonomia esistenziale, connettendo vita e studi, • qualità del rapporto che si crea tra le persone: dirigenti e personale scolastico, tra docenti, e soprattutto tra docente e alunno, guenze di azioni formative che smarriscono il proprio scopo, concentrandosi principalmen- te, se non esclusivamente, sul trasferimento di conoscenze con metodologie ancora pre- valentemente frontali e con scarso spazio alla laboratorialità. Non è poco il tempo de- gli insegnanti e dei dirigenti che viene sem- pre più spesso dedicato a ottemperare agli adempimenti formali, alle scadenze e a far fronte alle continue emergenze, con l’amara conseguenza che i comportamenti e l’opera- re dei diversi attori rischiano di rispondere alla coerenza di modelli teorici e astratti, declinati in procedure burocratiche spesso ossessive e inutili, perdendo di vista l’azione educativa. M. Fullan nella sua ampia produzione ap- profondisce l’importanza delle dimensioni informali e implicite nelle relazioni, esten- dendo il suo approccio e la sua analisi dai processi di apprendimento (vedi le succi- tate 6 C della « New Pedagogies for Deep Learning ») agli stili di direzione. In questo suo re- cente testo ( «Nuance: Why Some Leaders Succeed and Others Fail» ) acutamente, infatti, descrive stili di leadership formali « surfacer », superficia- li in quanto, non essen- do capaci di approfon- dire la riflessione sullo «scopo» dell’educa- re e del relazionarsi, non attivano azioni e processi efficaci e si sostanziano in proce- dure spesso stereoti- pate e autoreferenti. Stare nei processi reali implica un approccio meno di superficie e il riferimento al surf è suggestivo. È necessa- rio andare in profon- dità e cogliere quelle sfumature, « nuances », delle dinamiche rela- zionali e di apprendi- American society of psichology: Non cognitive Skills - Big Five Tratti della personalità Sottodimensioni Descrizione ENERGIA ( Extraversion ) Dinamismo Dominanza facilità di parola, socievolezza, entusiasmo capacità di imporsi, di primeg- giare, di far valere la propria influenza sugli altri AMICALITÀ ( Agreeableaness ) Cooperatività/Empatia Cordialità/Atteggiamento amichevole saper capire e venire incontro alle necessità degli altri e ca- pacità di cooperare con gli altri affidabilità, fiducia e apertura verso gli altri COSCIENZIOSITÀ ( Coscientiousness ) Scrupolosità Perseveranza cautela, riflessività, metodici- tà, ordine e cura dei dettagli persistenza, tenacia, non venire meno agli impegni presi STABILITÀ EMOTIVA ( Neuroticism ) Controllo emozione Controllo impulsi controllo degli stati di tensione connessi all’esperienza emotive controllo del comportamento (anche in situazioni di disagio, conflitto e pericolo) APERTURA MENTALE ( Opennes to experience ) ...alla cultura ...all’esperienza interesse a tenersi informa- ti, a leggere, ad acquisire conoscenze disposizione favorevole nei con- fronti delle novità, capacità di considerare ogni cosa da più prospettive, un’apertura favo- revole a stili, modi di vita e cul- ture diverse Figura 3

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