La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 23 oltre che al costruibile anche al costruito, alla realtà tecnica: «lavoro come esercizio di operatività, unitamente alle conoscenze tecniche e tecnologiche». Pur nel rispetto della loro differenziazione le discipline sco- lastiche sono presentate come articolazione di un’educazione unitaria, per realizzare per quanto possibile una omogeneità culturale per tutti i cittadini, produttrice di respon- sabile partecipazione alla vita democratica. Le applicazioni tecniche erano facoltative in seconda e terza, allo stesso modo il latino all’ultimo anno, il che confermava l’indiriz- zo politico unitario, ma ancora diversificato sul piano sociale e pedagogico, facendo sem- brare le discipline facoltative quasi opziona- li; con i nuovi programmi tutte le discipline diventavano obbligatorie e il latino veniva espunto dal curricolo, conferendo partico- lare importanza all’orientamento persona- le e liberalizzando gli accessi agli istituti superiori. Nella premessa ai Programmi si parla da un lato della valorizzazione del lavoro e dall’altro di iniziare l’alunno alla compren- sione della realtà tecnologica e all’interven- to tecnico mediante processi intellettuali ed messa però nelle mani di docenti formati da una cultura liceale e accademica che han- no conservato l’idea umanistica, relegando l’approccio al lavoro ad un traguardo minore, sia in termini di apprezzamento dei risulta- ti scolastici, sia di orientamento alle scelte successive. In tale contesto unitario i pro- grammi del 1963 prevedevano le «applicazio- ni tecniche» come esercizio delle capacità tecnico-operative. Si trattava di lavoro rico- nosciuto come fondamentali per l’alunno, ta- le da non potersi trascurare nell’educazione della persona e da doversi includere nel pia- no di ogni scuola di formazione; un’attività caratterizzata da un rigoroso procedimento lavorativo in ordine ad interessi ed attitudi- ni riscontrate nei ragazzi. Non di secondaria importanza erano i laboratori entro i quali le esercitazioni potevano essere realizzate; si trattava praticamente di una struttura di- mezzata, con l’unificazione degli indirizzi di avviamento professionale che ne erano dota- ti, compresi i docenti tecnico-pratici passati alla nuova realtà scolastica, e della scuola media/ginnasio inferiore che ne erano total- mente sprovvisti. Alla revisione dei programmi (1979) com- pare l’educazione tecnica, come attenzione
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