La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 20 può stimolare innovazioni sul piano metodo- logico e dell’organizzazione formativa delle discipline, da interpretare nella loro versio- ne a «banda larga», per facilitare connessio- ni, rapporti, consapevolezze. La verticalità non si risolve solo nella facile contrapposi- zione tra «primarietà» (un approccio alla conoscenza basato su una dimensione emi- nentemente percettiva ed operativa) e «se- condarietà» (un approccio già filtrato dalle rappresentazioni simboliche), tra vicinanza e distanza (tra soggetto e oggetti della cono- scenza), tra contesto e testo, tra informale e formale, tra predisciplinare e disciplinare. Lo squilibrio tra le due polarità fa parte del ritmo dell’apprendimento e pervade tutto l’itinerario conoscitivo, dai 3 ai 14 anni. Non è possibile demarcare nettamente il rapporto tra queste due fasi, magari facendolo coin- cidere con una lettura contrapposta dei di- versi ambienti di apprendimento tipici della scuola elementare e media. Così come non è pensabile porre l’incontro con la «secon- darietà» al momento dell’ingresso degli al- lievi nella scuola media (o alla quinta classe elementare). Ormai le rigide distinzioni di carattere studiale sono superate; occorre piuttosto ripensare ad un curricolo «progressivo» di di storia risulta essenziale la triangolazio- ne tra storia generale - storia settoriale - storia locale, mediata dalla progettazione didattica. Sono da evitare la rigidità dei paradigmi di riferimento (siano essi cro- nologici, politici o sociali) e la prescrit- tività dei contenuti; vanno privilegiate, invece, la condivisione del percorso e la partecipazione degli alunni. Nella logica «lunga» dell’istituto com- prensivo risulta più agevole -di quanto non avvenga separatamente nella scuola elemen- tare e nella scuola media- calibrare il pro- gressivo passaggio da un’impostazione unita- ria ad una progressiva differenziazione degli apprendimenti e delle conoscenze (ben visi- bile nel portato «storico» delle discipline). Le discipline pongono dei vincoli e dei confini alle conoscenze, ma proprio per questo ne rappresentano la struttura portante: occorre dunque salvaguardare il valore dell’unita- rietà e della trasversalità della conoscenza, senza però perdere la forza conoscitiva dello specifico «disciplinare». La scuola si misura con il curricolo verticale L’organizzazione del curricolo verticale FENOMENO CONDIZIONI FAVOREVOLI CRITICITÀ BUONE PRATICHE Costruzione, attuazione e verifica del POF Possibilità di un percor- so coerente e condiviso quanto a: finalità - valori strategie - valutazione Progetto educativo unitario Senso di appartenenza In alcune (poche) classi organico poco stabile Progetti comuni ai vari gradi Prestiti professionali Attività laboratoriali diffuse Curricolo verti- cale/ continuità Possibilità di un percorso curricolare articolato attraverso i campi di esperienza nelle Scuole dell’Infanzia e attra- verso le discipline nelle Primarie e nelle Secon- darie. Possibilità di un progres- sivo sviluppo di compe- tenze. Necessità di una profonda conoscenza da parte dei docenti delle finalità e delle caratteristiche dei vari gradi. Costruzione e utiliz- zo dei documenti di passaggio condivisi. Gruppi di ricerca. Laboratori teatrali. Utilizzo veicolare del- le lingue straniere Tav. 2-La mappa del curricolo

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