La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 19 zare gli ampi margini di autonomia di ricerca di cui ogni istituti dispone. Il curricolo verticale deve incrociare la ri- flessione sui saperi disciplinari, andare alla caccia del loro valore formativo, a partire da alcune discipline fondamentali (lingua, ma- tematica, scienze e storia); vediamo come: • Lingua italiana: il curricolo emerge dall’uso costante e funzionale delle abi- lità linguistiche, riferite a situazioni ed esperienze personali e scolastiche, che ri- spondono ai bisogni del singolo, del grup- po di appartenenza e della conoscenza della realtà. Un curricolo disciplinare è si- gnificativo quando coniuga le essenzialità disciplinari con i bisogni della realtà co- noscitiva dell’alunno. In molte esperienze di didattica della lingua si pone al centro la costante interazione tra testi spontanei e testi codificati, in una ottica di pluralità e specificità di testi, a partire dal mondo concreto dell’alunno stesso. • Matematica: il curricolo orienta con si- curezza i docenti quando è percepito come indicazione condivisa della comuni- tà scientifica di riferimento. Alle scuole tocca il compito di individuare con coe- renza le competenze in progressione da valutare, costruendo una sorta di «por- tfolio» delle stesse. Esistono ipotesi or- mai collaudate nel campo dei curricoli di Matematica, ad esempio a partire dall’e- laborazione dell’UMI (Unione Matematica Italiana formata da docenti universitari e insegnanti). • Scienze: il curricolo è motivante quando sa coinvolgere gli alunni, assumendo l’e- sperienza del quotidiano e la risposta agli interrogativi (impliciti o espliciti); quan- do nei percorsi didattici si verifica una stretta correlazione fra aspetti di conte- nuto , metodologia didattica , condizioni organizzative. È il caso di alcune ipotesi di didattica delle scienze, dove prevalgo- no la dimensione sperimentale, di labora- torio e di ricerca. • Storia: il curricolo disciplinare è formati- vo quando educa e sviluppa le operazioni cognitive tipiche della disciplina, con- sente di sperimentarne le procedure in un contesto di apprendimento attivo. In alcune ipotesi di costruzione del curricolo va differenziazione dei compiti di apprendi- mento su una più attenta conoscenza degli allievi. La continuità non può infatti signi- ficare piattezza di proposte. Anzi, poiché gli insegnanti costituiscono un unico gruppo professionale, nell’istituto diventa possibile una maggiore differenziazione ed articolazio- ne dei percorsi curricolari. Gli istituti comprensivi possono aiutare a costruire un linguaggio comune, un lessi- co più attento alle esigenze formative degli alunni (con le parole chiave di ambiente di apprendimento, alfabetizzazione culturale, didattica laboratoriale, sostegno alle motiva- zioni, cura educativa). Sull’asse insegnamen- to/apprendimento si registra così uno sposta- mento verso il versante «apprendimento», e quindi un maggior peso dato alle didattiche partecipate, attive, metacognitive. Verticalità e nuove indicazioni per il curricolo Gli spazi di ricerca-azione che si sono aperti con l’introduzione graduale delle nuove Indicazioni per il curricolo (attraverso la Direttiva n. 68 del 3-8-2007 ed il nuovo Regolamento per la scuola dell’infanzia ed il primo ciclo, 2009) aiutano a reinterpretare i traguardi formativi del primo ciclo di istru- zione, evidenziando obiettivi e competenze degli allievi in termini unitari. Curricolo ver- ticale non significa, dunque, limitarsi ad una diversa distribuzione dei contenuti di cono- scenza, ma enfatizzare il valore gnoseologico (formativo) di tali contenuti. Si tratta, però, di investire di questa va- lenza formativa non tanto gli aspetti colla- terali del progetto educativo, ma il «core» curriculum. Questo significa impegnarsi nella ricerca su aree strategiche fondamentali, ad esempio sui curricoli disciplinari verticali di lingua, di matematica, di storia, di scienze, visti come approcci decisivi alla formazione del pensiero. Questa prospettiva tende a su- perare il concetto di «educazioni trasversa- li», se avulse dai saperi disciplinari. È la ricerca sul curricolo verticale (in ter- mini di percorsi disciplinari piuttosto che tra- sversali) il valore aggiunto della continuità/ discontinuità educativa, per cui merita utiliz-
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