La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 18 sulle competenze significa sviluppare le po- tenzialità del curricolo verticale: questa è la ragione «sociale» dell’istituto comprensivo. Approfittando dell’ambiente cooperativo degli istituti comprensivi c’è l’opportunità di rendere più incisiva la progettazione del curricolo verticale, da articolare per obiet- tivi di apprendimento e per traguardi di competenza, in relazione ai diversi percorsi disciplinari. È un’attività che implica: — la selezione e scelta di contenuti e temi essenziali, attorno ai quali avviare una progressiva strutturazione e articolazione delle conoscenze; — l’individuazione di abilità strumentali (gli automatismi) e procedurali, che consen- tano poi di sviluppare progressivamente strategie di controllo del proprio appren- dimento; la messa in luce di atteggiamen- ti, motivazioni, orientamenti che invitano i ragazzi a diventare responsabili della propria «voglia di apprendere». Tutto questo rende necessario far pesare di più nelle dinamiche dell’insegnamento le caratteristiche degli allievi (le loro diversi- tà, i loro stili, le loro potenzialità). In questa prospettiva la distensione lunga del curricolo consente di accompagnare l’alunno lungo il percorso formativo, innestando la progressi- curiosità, domande, problemi da affrontare (Pellerey). Questo implica anche saper co- struire ed offrire situazioni-problema stimo- lanti e documentabili. Se il principiante è colui che usa le co- se che sa ( che ha in lesta), il competente è colui che usa anche le risorse dell’ambiente (insegnanti, compagni, documenti, linguag- gi, tecnologie); è colui che partecipa sempre più consapevolmente ad un ambiente cul- turale organizzato, sapendo utilizzare tutti gli strumenti (gli artefatti) della conoscen- za. Solo così si costituisce una comunità di pratiche e di apprendimento: questa è la classe che lavora sulle competenze. Non ba- sta la centratura sui processi personalizzati (Indicazioni/2004), occorre puntare sull’i- dea dell’«apprendere insieme» ( insieme ce la possiamo fare!). I vantaggi (possibili) dell’istituto comprensivo Oltre a sviluppare il curricolo, bisogna svi- luppare una vera e propria comunità profes- sionale, all’interno della quale ci si confron- ta costruttivamente. Va coltivata l’attitudine al confronto; anche le riunioni dovrebbero essere finalizzate, rese utili, diventare oc- casioni di crescita professionale. Lavorare Tav. 1 - Gli esiti della sperimentazione negli istituti comprensivi Fonte: P. Boscolo, Continuità, apprendimenti e competenze in un curricolo verticale, in «Gli isti- tuti comprensivi», Studi e Documenti degli Annali della P.I., n. 83, 1998. Nelle esperienze avviate negli istituti comprensivi sperimentali, viene convalidata l’ipo- tesi di un percorso curricolare centrato sull’apprendimento. In tale prospettiva, il concetto di competenza viene considerato come un insieme di conoscenze dichiarative, di abilità procedurali, di atteggiamenti, che si snodano lungo un percorso coerente, mediante il quale si consolidano e si articolano: — il loro sviluppo verticale (la differenziazione dalla scuola dell’infanzia alla scuola media); la loro qualità interna (cioè la progressiva coerenze e connessione interna delle conoscenze e delle abilità); — le espansioni trasversali (cioè la trasferibilità delle competenze in nuovi contesti). L’ipotesi curricolare degli istituti verticali muove dunque dalla dimensione cognitiva per interpellare gli aspetti affettivi e motivazionali dell’apprendimento, in un percorso di reciproca relazione. Un allievo è «competente» quando diventa gradualmente consapevole della propria risorsa apprendimento, cioè quando manifesta un progressivo orientamento verso l’apprendimento e riesce a riprodurre (anche fuori dal contesto scolastico) le con- dizioni positive che motivano verso la curiosità intellettuale e la soluzione dei problemi.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=