La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 15 Scuola in apnea Sono ormai vent’anni che in Italia si parla di curricolo verticale e di continuità educa- tiva, ma le promettenti dichiarazioni di prin- cipio insite in questo dibattito non sembrano aver prodotto i frutti auspicati. Al termine della scuola di base (esami di licenza media) i risultati scolastici sono alquanto deludenti: oltre il 45% degli allievi ottiene un risicato «sufficiente», mentre l’insuccesso esplode nei primi anni della scuola secondaria supe- riore (con un tasso di dispersione che è anco- ra vicino al 25% e con livelli di apprendimento che ci pongono agli ultimi posti delle gradua- torie internazionali (v. Ocse-Pisa, 2006). Ciò che colpisce, della situazione italiana, è l’estrema differenziazione dei risultati tra le diverse aree geografiche del paese, ma an- che la notevole disomogeneità degli esiti tra scuola e scuola. 11 Nord-Est italiano sembra dare buoni risultati, comparabili a livello eu- ropeo, mentre il Sud presenta esiti scaden- ti. Esiste allora un fattore T (territorio), da intendersi come qualità sociale della vita, coesione, fiducia, spirito di iniziativa, che influisce sull’andar bene a scuola dei ragazzi (con un peso stimabile del 50%). Tuttavia, a livello europeo, Italia compre- sa, le differenze maggiori si riscontrano tra scuola e scuola. Quindi, nel bene e nel male, incidono sui risultati degli allievi: la qualità della proposta educativa, il clima interno, la professionalità degli operatori, l’organizza- zione didattica, insomma tutti quei fattori che costituiscono il «curricolo» (esplicito ed implicito) di un istituto. Si dovrebbe, dun- que, lavorare sul curricolo di scuola come fattore significativo di promozione, tentando così di contrastare il fenomeno della «segre- gazione sociale» fra scuole che si manifesta al momento dell’ingresso nelle superiori. Qui, le conclamate difficoltà dei quindicenni sembrano strettamente legate al ceto sociale di appartenenza. La scuola di base non riesce a colmare i divari di ceto sociale, apparte- nenza famigliare, background culturale dei ragazzi. Da questa constatazione nasce l’e- sigenza di «investire» sul curricolo verticale, sulla coerenza e la consistenza di un percorso formativo unitario, dalla scuola dell’infanzia alla scuola superiore, con particolare riferi- mento allo snodo scuola media-biennio ob- bligatorio. La fascia d’età che caratterizza CURRICOLO VERTICALE: UN’IDEA GENERATIVA Giancarlo Cerini È scomparso da poco Giancarlo Cerini, che è stato per tanto tempo una fonte di ispirazione e di preparazione per tutti noi che lo abbiamo tanto ammirato e amato. Ma un Maestro non scompare mai del tutto, i semi della sua saggezza, che ha generosamente sparso sulla nostra scuola, germineranno e daranno i loro frutti. Ogni insegnante e/o dirigente che lo ha conosciuto si è arricchito delle sue profonde competenza e umanità, nessuno poteva restarne indenne perché erano profuse con slancio e con convinzione. Riportiamo qui un suo vecchio articolo, preso da https://www.edscuola.it/archivio/rifor- meonline/curricolo_verticale.pdf , perché quanto Giancarlo Cerini con lungimiranza sosteneva allora è valido ancora oggi e ci impegna, mutatis mutandis, sempre di più a realizzarlo. Grazie di tutto, Ispettore!
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