La Scuola e l'Uomo - n. 5-6-Maggio-Giugno 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2021 13 me è scritto nel quarto obiettivo dell’Agenda 2030 e nell’art. 34 della nostra Costituzione. Dante, da precursore intelligente e lungimi- rante, si pose l’obiettivo di realizzare un’o- pera in lingua volgare, nella quale trattare questioni fondamentali, filosofiche e morali e offrire così a tutti il nutrimento culturale che inducesse a scienza e virtù, e rendere possibile un’istruzione di qualità a chi non aveva la possibilità di leggere le opere in lati- no. L’anno della pandemia ha fatto emergere le disuguaglianze, ha messo a rischio il princi- pio inclusivo della scuola e noi siamo riusciti a superarlo grazie al lavoro quotidiano, co- stante, appassionato di docenti ed educato- ri; riusciremo a ripensare il nostro sistema di istruzione e formazione rendendolo sempre più innovativo e mantenendo saldi i principi di uguaglianza e di inclusione. Alla prima parte della giornata di studi abbiamo voluto dare un taglio che tenesse conto della distanza, non quella imposta dalla pandemia ma una distanza temporale e culturale. « Tutti noi che partecipiamo siamo insegnanti, che hanno il compito di mette- re a contatto la ricchezza contenuta negli scritti letterari di Dante e della cultura in generale con studenti di diverse età, a par- tire dal primo ciclo, i quali hanno un modo di percepire la vita quotidiana, i valori e i linguaggi completamente diverso e distante non solo da quello di Dante di 700 anni fa ma anche da quello di noi adulti di oggi. La stra- grande maggioranza dei nostri ragazzi incon- trerà questa bellezza solo tramite la scuola; teniamo dunque conto che l’occasione della scuola va proprio colta, per fare incontrare questi ragazzi con la bellezza, ragazzi che hanno un approccio alla realtà distante dal nostro e ancor più da quello del patrimo- nio culturale con cui si trovano ad entrare in contatto». «Avviciniamoci ai ragazzi con tutti i linguaggi possibili, facendo dialogare tutti linguaggi diversi, scavando nel rappor- to tra verbale e iconico e nelle potenzialità del digitale; questo, oltre a costituire una feconda linea di ricerca accademica, aiuta a mettere in contatto i nostri studenti con la bellezza di un mondo antico non perduto e che non vogliamo perdere» Con queste paro- le la dirigente Bonaccorsi ha dato l’avvio alle relazioni che saranno raccolte negli Atti del Eminenza il Dott. Roberto Curtolo dell’Uf- ficio scolastico regionale della Toscana. Noi siamo ciò che riusciamo a esprimere, ciò che riusciamo a comunicare; siamo anche molto altro, ma se non riusciamo a dare forma a questa comunicazione è evidente che l’im- barbarimento a cui stiamo assistendo quoti- dianamente in tutte le forme della comunica- zione sociale, diventerà sempre più rilevante. Ci troviamo di fronte alla perdita della com- plessità strutturale della comunicazione ma anche dei contenuti; celebrare Dante, per la scuola, significa voler recuperare il senso della lingua come rappresentazione e costru- zione del sé; noi docenti ed educatori siamo il tramite attraverso cui questo modello si svolge e si costruisce. Andare alle radici della lingua italiana e della sua forza poetica, co- municativa ed evocativa diventa un fattore fondamentale nella costruzione del percorso di qualunque giovane. L’uso metaforico di uscire a riveder le stelle in questo momento ben descrive la si- tuazione che stiamo attraversando: un esodo inteso come trasformazione costante e conti- nua, incontro di territori nuovi, di situazioni non note che dobbiamo riconoscere e descri- vere e che poi ci dovremo lasciare alle spalle visto che tornare indietro poi non è possibile. Come ha scritto Dante nel primo canto del Purgatorio «… venimmo poi in sul lito deser- to, che mai non vide navicar sue acque omo, che di tornar sia poscia esperto…» ; effetti- vamente noi stiamo attraversando un mare, una situazione in cui ci stiamo trasformando: come educatori e docenti dobbiamo essere in grado di narrare, costruire, modificare, guidare e governare questa trasformazione. Questo è il compito che ci attende, pesante di responsabilità ma anche pieno di novità e di gioia perché abbiamo la possibilità di essere il faro attraverso cui guidare i giovani verso questo nuovo lido che ci attende. La dott.ssa Sara Funaro, assessora all’Edu- cazione e welfare del Comune di Firenze, ha portato i saluti dell’Amministrazione comu- nale e del Sindaco di Firenze. Ha sottolineato l’importanza dell’istruzione e della democra- zia come principi cardine per la formazione dei nostri ragazzi. E’ fondamentale che l’edu- cazione sia equa e inclusiva, che possa dare opportunità di apprendimento per tutti co-
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