Maggio-Giugno 2019

7 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2019 visione del mondo e la visione della politica scolastica sia dal mio punto di vista sia da quello dell’uciim, perché è importante che ogni giovane trovi nel percorso di studi la strada per costruire il proprio futuro. come condivido pienamente l’idea di considerare la scuola come bene comune primario e in- dispensabile, valore di ciascuno e di tutti, patrimonio della società, laboratorio di for- mazione di una cittadinanza attiva e consa- pevole, luogo in cui diventare «buoni» cit- tadini del domani. mentre sul tema della centralità della persona molto si è fatto e molto si è studiato, sulla scuola come bene comune ancora ci sono molte cose da dire, su cui vale la pena lavorare per il futuro. un ultimo punto: l’aggancio alla costitu- zione e ai suoi valori. Le settimana scorsa la camera ha appro- vato ha approvato la legge che istituisce l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole, integrandolo con esperienze extra- scolastiche con altri soggetti istituzionali, del volontariato o del terzo settore. come opposizione abbiamo lavorato per migliorare questo provvedimento, che sep- pur condivisibile in linea di principio, rima- ne lacunoso, a nostro avviso, nel traghetta- re l’insegnamento dell’Educazione civica nell’ordinamento scolastico: avremmo volu- to un’ora in più per la materia, avremmo voluto un insegnante dedicato all’insegna- mento specifico, avremmo voluto soprattut- to più risorse su un tema così importare. oltretutto pensiamo che non sia stato giusto finanziare il provvedimento utilizzan- do i quaranta milioni che erano stati stan- ziati nella scorsa legislatura per la forma- zione professionale degli insegnanti, un fon- do che ora è stato ridotto a 4 milioni, pro- prio perché ci rendiamo conto che è fonda- mentale adeguare l’insegnamento alla real- tà che ci circonda. come non avremmo nemmeno voluto ve- dere appesantire questo provvedimento senza ragione con tutte le quelle urgenze e emergenze educative che sono nate in que- sti ultimi anni, dal digitale al bullismo al buon vivere. ci rendiamo conto che è una legge distorta quella in cui si raggruppa tut- to in una sola norma, avremmo voluto soprattutto ripartire da quell’ordine del giorno di moro del ’47, pre- sentato immediatamente dopo l’approva- zione della costituzione e approvato con il voto favorevole di tutta la camera, che ri- badiva l’idea che varata la costituzione bi- sognava anche insegnarla ai ragazzi perché era l’unico modo per farla diventare parte viva di questo Paese. venivamo da una guerra devastante, ve- nivamo da tragedie diverse, l’Europa non è mai stata terreno più sanguinoso di come lo è stata alla fine della seconda guerra mon- diale, quindi, l’idea che la costituzione po- tesse consentirci di superare e programma- re il futuro della vita di questo Paese riten- go che sia un principio di fondamentale im- portanza. avremmo voluto ripartire da lì e conside- rare quello il centro di questo insegnamen- to. devo dire che ho un grande rispetto e una grande amicizia per Luciano corradini e quindi l’ho seguito e ci siamo sentiti in tut- te le fasi di questo provvedimento e, come voi avrete capito, non si è riusciti a fare di più e a fare meglio. ho vissuto molto male la contraddizione tra l’articolo 11, in cui si dice che ogni due anni si valuterà la possibilità di inserire una materia curricolare e di offrire un insegna- mento specifico, e l’articolo 12, che affer- ma la necessità della invarianza di spesa. Quindi diciamo che l’articolo 11 chiarisce le intenzioni e l’art. 12 spiega come non ci sia- no state le condizioni per poterle realizzare. consideriamolo comunque un passo im- portare dato che tutto il Parlamento lo ha votato e perché in commissione cultura tut- ti i gruppi parlamentari si sono spesi per cercare di migliorare quel provvedimento o comunque per portarlo in porto. c’è quindi una intenzione positiva, indub- biamente ci sono delle difficoltà oggettive, c’è una promessa mancata, qualcosa che do- veva andare in un modo e così non è andato. sicuramente è così, credo però che la scuola, voi insegnanti, nella generosità che è tipica di questo mondo e nelle capacità che sono caratteristiche dei nostri insegnanti, sa- pranno sfruttare al meglio anche questa op- portunità che ci è stata data, quindi il mio augurio è di buon lavoro, con grande affetto e con grande amicizia.

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