Maggio-Giugno 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2019 8 una scuoLa chE formi i cittadini Bianca Laura Granato, M5S – Commissione Istruzione Senato della Repubblica B uonasera a tutti, è un piacere essere tra voi questa sera per rappresentare in questa circostanza la settima commis- sione del senato, cioè la commissione che si occupa di scuola. Provengo dall’insegnamento, sono un inse- gnante che ha intrapreso questa esperienza politica, umana e professionale proprio per la situazione in cui la scuola è stata lasciata negli ultimi venti anni da legislatori che in qualche modo l’hanno depauperata di quello che è il suo vero ruolo e la sua funzione. Purtroppo, come noi tutti abbiamo avuto modo di costa- tare, perché penso che qui siamo tutti inse- gnanti o comunque uomini e donne di scuola, la scuola ormai ha difficoltà ad assolvere la sua alta funzione che è quella soprattutto di or- gano costituzionale, come diceva e opportuna- tamente ricordava calamandrei. La scuola non è un servizio e non è nemmeno un’azienda , ma è un organo costituzionale e, siccome noi qui oggi parliamo appunto anche di «scuola e stato per una cittadinanza attiva», dobbiamo cer- care di invertire questo paradigma che pur- troppo è un retaggio che ci portiamo dietro da ormai venti anni. anche la formazione degli insegnanti negli ultimi venti anni è stata improntata a questo nuovo paradigma di scuola per il mercato, doveva cioè creare il cittadino che funzio- nasse per il mercato, un buon operario, sud- dito e consumatore. Ebbene penso che la nostra missione sia totalmente diversa da quello che ci avevano insegnato quando ab- biamo intrapreso questa professione ed è quella visione di scuola che ci ha dato la vo- cazione che ci consente attualmente di ritor- nare in classe, di guardare in faccia i nostri alunni e di pensare che stiamo operando nel loro interesse, nell’intento nobile di creare delle personalità che siano autonome, criti- che, dotate di pensiero divergente, che pos- sano in qualche modo elevarsi al di sopra di quella che è la logica di un mercato che guarda al contingente, al profitto e all’oggi. credo che ora la nostra missione politica sia quella di invertire questo paradigma in cui purtroppo versano le scuole e noi lamentiamo che la pedagogia, ormai sia da venti anni uscita dalla legislazione scolastica. nelle commissioni che hanno rivisto e riformato la scuola, i pedagogisti non entrano più da tanto tempo, anche in questa ultima del testo unico, con cui adesso si vorrebbe riformare il testo unico della scuola, purtroppo devo rico- noscere non rientra nessuna figura di pedago- gista e questa è una cosa che ritengo estremamente grave. ci sono solo tre diri- genti scolastici, tutti e tre iscritti al sindacato anP adesso mi direte: «ma lei è della coali- zione di governo!» sì, però sfortunatamente noi nella scuola con nostro grande rammarico riusciamo ad incidere veramente poco, visto che purtroppo il ministero è passato all’altro contraente di Governo, comunque ci batte- remo fino in fondo per portare avanti un’ in- versione di tendenza rispetto a quelle che sono state invece le prassi della legislazione fino ad oggi. cioè noi intendiamo operare in discontinuità rispetto al passato, intendiamo riportare la scuola al suo ruolo centrale nel- l’educazione e nella formazione della persona umana con una coscienza libera ed è questo il motore che ci spinge anche certe volte ad andare contro corrente, anche a muoverci contro il contraente di governo. Per questo mi auguro che anche dai docenti parta un soste- gno importante a quest’azione che noi vo- gliamo fare ora, a prescindere da questo disegno di legge sulla cittadinanza che pur- troppo non abbiamo condiviso al 100%, ma in qualche modo abbiamo subìto, avremo voluto farlo meglio perché sicuramente era un prov- vedimento ncessario. Quando si vuole rifor- mare la scuola bisogna mettere risorse perché altrimenti è soltanto un carico burocratico in più a danno dei docenti che di sicuro non ne hanno bisogno; in quanto i docenti dovreb- bero essere invece liberi di poter lavorare e insegnare e quindi di poter fare quelle ore di
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