Maggio-Giugno 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2019 38 L’uciim PEr una EducaZionE aLLa dimEnsionE EuroPEa Maria Vittoria Cavallari, Presidente sezione UCIIM Roma «Nosengo» E ducare all’Europa non significa solo co- noscere le istituzioni e il loro funziona- mento, ma rivolgersi alla persona e fa- vorirne la formazione in una prospettiva pluralistica: sviluppare competenze civiche, promuovere valori sociali e culturali positi- vi, proporre un atteggiamento partecipativo verso la società disponibile a dialogare con una gamma di culture e di vita diversi, nel rispetto sia di quanto è comune che di quanto ci differenzia. La cittadinanza europea, sancita dal- l’art. 20 del trattato sul funzionamento del- l’unione Europea e dall’articolo 9 del trat- tato sull’unione Europea, è un fattore es- senziale per la formazione dell’identità eu- ropea. La raccomandazione 2018 del consi- glio dell’unione Europea relativa alle com- petenze chiave per l’apprendimento perma- nente sollecita, tra l’altro, a promuovere lo sviluppo in materia di cittadinanza al fine di rafforzare la consapevolezza dei valori comuni enunciati nell’art. 2 del Trattato sull’Unione europea e nella Carta dei diritti fondamentali dell’U.E. La cittadinanza europea non corrisponde alla cittadinanza nazionale, ma a una serie di convinzioni e valori condivisi sulla demo- crazia, su questioni relative all’etica e alla responsabilità, sul ruolo della legge, del- l’economia, delle libertà e su un patrimonio culturale comune. La già citata raccoman- dazione sottolinea che la competenza in materia di cittadinanza presuppone la com- prensione dei valori comuni dell’Europa, comprende la conoscenza delle vicende contemporanee nonché l’interpretazione critica e i principali eventi della storia na- zionale, europea e mondiale…, la conoscen- za degli obiettivi, dei valori e delle politi- che dei movimenti sociali e politici…, la co- noscenza dell’integrazione europea, unita- mente alla consapevolezza delle diversità e delle identità culturali in Europa e nel mondo. Vi rientra la comprensione delle di- mensioni multiculturali e socioeconomiche delle società europee e del modo in cui l’identità culturale nazionale contribuisce all’identità europea. La scuola, dunque, dovrebbe mettere a fuoco la comprensione del concetto di cit- tadinanza europea con i diritti e le respon- sabilità che comporta e incoraggiare gli stu- denti a sviluppare la propria personale ela- borazione di questo concetto. L’ampliamento dell’idea di cittadinanza e l’attenzione al rapporto tra cittadinanze locali e cittadinanza globale sono al centro dell’interesse di diversi documenti di orga- nismi internazionali quali le Linee Guida per l’educazione globale del consiglio d’Europa 2008 e diversi documenti unEsco a partire dal 2012. da questi documenti emerge una definizione di cittadinanza globale declina- ta in ottica operativa, basata su un comune sentire e un comune modello di vita civica. L’oEcd, nel documento che annuncia il progetto di includere le competenze globali nei test Pisa 2018, definisce queste compe- tenze come la capacità di analizzare questio- ni globali e interculturali criticamente e da molteplici prospettive per comprendere il modo in cui le differenze influenzano perce- zioni, idee, giudizi e per impegnarsi in inte- razioni aperte, appropriate ed efficaci. in questa nuova prospettiva la scuola do- vrebbe fornire alcune fondamentali capaci- tà che si possono così schematizzare: • orientamento cognitivo e operativo nel mondo naturale e sociale in cui vive lo studente; • sviluppo di capacità critiche intese a re- cepire, strutturare e criticare argomenti e discorsi, sia per dare significato alle pro- prie esperienze sia per vaccinarsi contro gli artifici retorici che propaganda ideolo- gica e pubblicità commerciale usano sen- za remore; • conoscenza delle strutture commerciali ed economiche della società, per progettare il
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