Maggio-Giugno 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2019 36 re » che propose una sintesi utile in relazio- ne alle attività promosse in quel periodo, che realizzavano un’idea di qualità del ci- bo, legata alla sicurezza, alle caratteristi- che sensoriali, al valore nutritivo e alla gra- tificazione del consumatore. dal 2001 ad oggi si è reso necessario estendere il con- cetto di qualità del cibo non riferendolo so- lo al rapporto diretto con il consumatore. infatti nasce l’idea della sostenibilità, lega- ta all’impatto che le produzioni agroalimen- tari hanno sull’ambiente e sull’organizza- zione sociale, evidenziando anche gli aspet- ti etici della produzione e del consumo. Quindi si tende a sensibilizzare le giovani generazioni su un’idea di qualità più com- plessiva, che coinvolge oltre al benessere del singolo, quello della società in cui vive e quello dell’ambiente da cui ottiene le ri- sorse. i valori della sostenibilità diventano importanti per garantire l’efficacia del- l’Educazione alimentare. dal 2009 fino al 2012 ci sono state alcune azioni realizzate dal miur che si sono concretizzate nello svi- luppo di Programmi e Piani di Educazione scolastica alimentare. Essa diventa materia trasversale e interdisciplinare. nel 2011 so- no state pubblicate le « Linee Guida per l’Educazione Alimentare nella Scuola Italia- na » che hanno costituito il quadro di base sul quale si innestano le « Linee Guida MIUR 2015 per l’Educazione Alimentare ». in que- ste ultime si considerano, tra gli scopi, il generale miglioramento dello stato di be- nessere degli individui, attraverso la promo- zione di adeguate abitudini alimentari, l’eliminazione dei comportamenti alimenta- ri non soddisfacenti, l’utilizzazione di mani- polazioni più igieniche di cibo e di acqua, un efficiente utilizzo delle risorse alimenta- ri e un uso corretto delle materie prime. Quindi le finalità dell’Educazione alimenta- re si perseguono con alcuni obiettivi per la salute e il benessere della popolazione sco- lastica, quali incentivare la consapevolezza, favorire l’adozione di sani comportamenti alimentari, diffondere la conoscenza del si- stema agro-alimentare, promuovere la tra- sversalità dell’Educazione alimentare ed in- fine approfondire un concetto di socialità complessiva del cibo. il tutto in questa dire- zione si può riferire anche al concetto della «cittadinanza», ovvero un buon cittadino è colui che fa scelte consapevoli ed è attento alla propria salute per sé stesso e per la so- cietà dove vive, cercando inoltre di rispet- tare l’ambiente. il 16 ottobre 2018 si è svolta la Giornata mondiale dell’alimenta- zione. in tale occasione si è svolta la confe- renza nazionale sull’Educazione alimentare e l’aggiornamento delle Linee Guida 2015 al miur. infatti il lavoro avviato in occasione di EXPo 2015 – milano, necessita di essere aggiornato, ampliato e adattato alle esigen- ze del nostro sistema Educativo. L’interven- to del sottosegretario salvatore Giuliano ha messo in evidenza che parlare di Educazio- ne alimentare significa parlare di salute, di prevenzione di molte malattie, di corretti stili di vita, di lotta agli sprechi di cibo e acqua e affermando che « la formazione dei cittadini di domani passa anche da qui ». nel corso della conferenza sono stati pre- sentati i risultati di una ricerca, condotta dalla fondazione italiana per l’Educazione alimentare, con il sostegno del miur e il supporto metodologico della università cat- tolica di milano, volta a comprendere me- glio la realtà dell’insegnamento dell’Educa- zione alimentare nelle scuole. dallo studio è emerso che le attività di Educazione ali- mentare sono svolte soprattutto da inse- gnanti dell’area linguistico-umanistica (26%), seguono quelli di area logico-mate- matica (23%), scientifica-tecnologica (18%), scienze motorie (5%), scienza e cultura dell’alimentazione (5%). se dal punto di vi- sta geografico, la percentuale maggiore di attività di Educazione alimentare si svolge nelle regioni del nord, osservando i diversi cicli scolastici è nella scuola primaria che si riscontra una prevalenza di progetti (89,2%). seguono le scuole secondarie di primo grado (75,3%), le scuole dell’infanzia (65.5%) e le scuole secondarie di secondo grado (58.2%). L’attenzione al tema della salute è la motivazione principale che spin- ge i docenti a realizzare queste attività, se- guita dall’attenzione all’ambiente, all’eco- nomia circolare e allo spreco, ai corretti stili di vita. attualmente come è possibile realizzare l’Educazione alimentare nella scuola? naturalmente è possibile ed auspi- cabile l’adesione a diverse iniziative e atti-

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