Maggio-Giugno 2019
35 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2019 EducaZionE aLimEntarE nELLa scuoLa Caterina Di Carlo, docente di scuola secondaria di secondo grado n egli ultimi anni l’Educazione alimen- tare ha destato notevole interesse ed interventi a scuola e nella società. in- fatti a fronte di un peggioramento delle condizioni di salute e nutrizione dei giovani, il modello alimentare italiano ha subito una trasformazione che ha visto un lento evol- versi da un consumo di tipo soprattutto «quantitativo», tipico degli anni ’70 e ’80, verso un consumo più consapevole, che si è orientato maggiormente verso una scelta «qualitativa», espressione di una maggiore sensibilità e diversificazione nei comporta- menti individuali. Questa evoluzione è stata possibile gra- zie a una maggiore conoscenza dei sistemi produttivi e al consumo dei cibi sani, ricchi di tradizione culturale legati al loro territo- rio. il consumatore attento guarda alla cer- tificazione di qualità, tracciabilità e rin- tracciabilità di filiera, sicurezza e tipicità alimentare e sostenibilità ambientale. no- nostante questi segnali positivi, però, le nuove generazioni devono confrontarsi ogni giorno con le trasformazioni sociali che con- dizionano fortemente e, spesso negativa- mente i comportamenti alimentari e le scel- te fatte a tavola. tra questi fenomeni ricordiamo, a esem- pio, la ricerca e il consumo di alimenti pronti da cucinare e da mangiare, la frantu- mazione del ritmo tradizionale della dieta mediterranea, moltiplicando così le occasio- ni di consumo istantaneo e sregolato di ali- menti deperibili, la diffusione dei pasti fuo- ri casa con la ristorazione sociale e com- merciale, che delega alle aziende di gestio- ne pubblica e privata il compito di scegliere e proporre i cibi. a fronte di ciò, si rende necessario promuovere una «cultura ali- mentare» attraverso le conoscenze che de- rivano dai diversi saperi integrati e legati tra loro. Qual è stato nel tempo il ruolo della scuola nell’ambito della Educazione alimen- tare? considerando le principali tappe dagli anni ’80 al 2000, risale al 1975 la «Prima conferenza nazionale per l’Educazione ali- mentare», svolta a roma dall’istituto nazio- nale della nutrizione e, a seguire, nel 1981 si è svolto il convegno «L’Educazione ali- mentare in Europa» promosso a Bologna dalla cooperazione dei consumatori. in en- trambe le occasioni, si individuarono alcuni punti importanti che avrebbero segnato lo sviluppo dell’Educazione alimentare in ita- lia negli anni successivi. in particolare emerse la necessità di affrontare l’Educa- zione alimentare, in modo sistemico, coin- volgendo la popolazione e i giovani in parti- colare, su tutti i piani significativi per la formazione del rapporto con il cibo. così in tale direzione furono proposti e diffusi tanti Progetti di Educazione alimen- tare, che sostanzialmente la identificarono con l’Educazioni nutrizionale in grado di re- cepire gli elementi di riflessione emersi, quali il bisogno di distinguere tra «momento informativo» e «momento educativo», il ri- conoscimento della complessità dell’atto alimentare, la necessità di affrontare l’Edu- cazione alimentare in modo sistemico. negli anni ’90 nella scuola è stato modi- ficato l’approccio all’Educazione alimenta- re. in particolare si è spostato su un piano che fosse realmente motivante, ovvero più aderente alla realtà, agli interessi e al- l’esperienza quotidiana dei giovani. Quindi si diffusero Progetti di Educazione sensoria- le per un avvicinamento attivo consapevole e critico all’alimentazione e si rivalutarono le attività di cucina, all’interno del percor- so scolastico, per un rapporto più diretto con il cibo attraverso il fare concreto. nel 2001 a roma si è svolta la « Seconda Confe- renza Nazionale per l’Educazione Alimenta-
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