Maggio-Giugno 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2019 24 altà è una precisazione fondamentale per comprendere il vero lascito di questo feno- meno. sull’aspetto democratico del populi- smo è necessario citare il lavoro di Y. mény e Y. surel, Populismo e democrazia (2001), nel quale viene fatta una potente disamina di questa correlazione. il fenomeno populi- sta trova il suo terreno bagnato all’interno dei processi che conducono al moltiplicarsi delle nuove richieste di estendere la parte- cipazione politica anche alle forze che rap- presentano il nuovo collante della società ma che non hanno trovato spazio nella logi- ca arrugginita della rappresenta classica; la produzione di nuove domande, che esulano il panorama dei riferimenti politici tradizio- nali, è la molla che permette il ramificarsi dell’inquietudine nell’opinione pubblica. in altre parole, può generarsi all’interno di «un orizzonte ideale e sociale in cui il popo- lo è, o si ritiene comunemente debba esse- re, il titolare della sovranità, la fonte indi- scussa della legittimità del potere, il centro dell’ordine sociale» (Zanatta, 2004). in che modo può essere definito questo populismo di governo? La natura del feno- meno quindi risiede nel popolo. ma la sua proprietà fondamentale è il leader carisma- tico, il quale si pone come condottiero po- polare dei grandi movimenti di massa. La sua funzione principale è quella di trasmet- tere una raffigurazione ideale del popolo, riempiendo il concetto di parole d’ordine e frasi semplici che si opponevano alle oligar- chie dominanti, al fine di costruire una nuo- va forma di contropotere che si pone in con- trasto con le forze tradizionali. dunque, la chiave per comprendere il populismo suda- mericano risiede nella sua modernità, nella ricerca di nuovi concetti per affrontare le sfide attuali. Possiamo riscontrare almeno quattro elementi funzionali alla comprensio- ne della nascita di questo fenomeno in ame- rica Latina. affonda le sue radici nell’età post-coloniale, epoca di sconvolgimenti glo- bali e locali in cui il richiamo autoreferen- ziale al concetto di patria e alle rimosse tra- dizioni nazionali sono l’orizzonte politico di riferimento nel quale esplode la lotta all’im- perialismo occidentale e alle forme di assi- milazione culturale di un’identità continen- tale sull’altra. Questa rivendicazione tra- sversale significa la volontà di ridefinire la rappresentazione del proprio sé come primo passo verso una trasformazione radicale del- la politica ma non ancora del politico. La rivendicazione trasversale delinea un quadro interclassista di questo populismo (un esempio classico è il movimento politico e sociale promosso da Peròn verso la metà del novecento in argentina), non c’è un ri- ferimento alle tradizionali contrapposizioni capitale/lavoro oppure centro/periferia ma l’affermazione di un processo obliquo che si faccia carico di più istanze contemporanea- mente. L’affermazione dell’unità immagina- ria come un flusso, come proiezione della totalità, riafferma l’attaccamento senti- mentale in una idealità parziale ma che tende verso l’identità unitaria. La correla- zione che intercorre tra unità e flusso è ben spiegata dalla dinamica plebiscitaria del fe- nomeno che assume caratteri permanenti in quanto deve aggregare una moltitudine di- somogenea all’interno di una società che non ha ancora acquisito tutte le forme e di- namiche dell’età moderna ma che è in via di trasformazione, è il mutamento stesso che origina questo flusso indistinto ma rego- labile. infine, il meccanismo che regola questo processo di spinte si costituisce al- l’interno del modello della rappresenta di- retta come incontro tra il capo e la folla. ma è la pulsione di quest’ultima che, attra- verso il capo e il ruolo centrale che assume il partito, crea una comunità immaginata in cui investire la propria speranza. dunque, in questo complesso processo non avviene solo una certa mutazione socio- logica della società ma anche una diversa declinazione dei significati che la formano. L’unità del popolo diventa una mera pulsio- ne per la conquista del potere che, nel di- venire uno, smarrisce ogni rimando alla re- sponsabilità politica; la sovranità torna ad avere l’aspetto originario, senza perdere le tonalità della modernità e quindi senza re- gredire in assolutismo, di esclusione del di- verso da una parte e di omologazione iden- titaria dall’altra, se esiste una totalità non può esistere un’altra totalità pari e contra- ria; e la rappresentanza assume forme liqui- de che si manifestano in relazione alla dina- mica dei flussi della massa, in cui vi è piena convergenza tra le istanze dal basso e gli in- teressi delle nuove classi dirigenti.
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