Maggio-Giugno 2019

23 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2019 movimento trasversale che superi la storica dicotomia destra/sinistra al fine di creare una identità univoca, il popolo, che oltre ad essere la maggioranza della comunità si de- finisca la totalità collettiva, dunque il popo- lo inteso come moltitudine che sfida l’ élite dei privilegiati. in ultimo, forse l’aspetto determinante, il profilarsi dell’elemento contingente all’interno di una crisi struttu- rale del paradigma politico, il passo decisi- vo da movimento di protesta a forza crea- trice: «io muto dunque ininterrottamente. ma non basta: il cambiamento è ben più ra- dicale che non lo si creda a tutta prima (Bergson, 1991). negli anni ottanta prevalse un approccio fenomenologico al populismo grazie al lavo- ro di canovan (si veda, canovan, 1981), che diede alla dimensione storica anche una inevitabile derivazione geografia. il concet- to fondamentale di questa opera risiede nell’identificazione del populismo come «immaginario» collettivo le cui rappresen- tazioni idealistiche permeano la struttura- contenuto mutandone dall’interno la forma, la sostanza e gli scopi. in linea generale, canovan, identifica due grandi narrazioni del fenomeno populista radicate in tempi e luoghi diversi: il populismo agrario e il po- pulismo politico. Per quanto riguarda il po- pulismo agrario e l’origine del termine il ri- ferimento diretto è alla russia zarista della metà del XiX secolo, nella quale sorge un movimento politico-culturale, il narodnice- stvo (il quale deriva da narodniki , ossia po- pulisti), destinato a durare fino alla rivolu- zione. Le radici storiche affondano nel so- cialismo agrario ma ciò che caratterizza il movimento è la fede verso il popolo e l’osti- nata opposizione alla burocrazia zarista, con lo scopo politico di superare la fase di industrializzazione di matrice occidentale per costituire una sorta di comunità rurale collettiva fondata sull’identità popolare. un altro riferimento a questo tipo di populismo è il people’s party americano, un movimen- to di protesta di coltivatori di cotone e di grano, che si sviluppò e svanì rapidamente nell’ultimo decennio del XiX secolo. Le tipi- cità che emergono sono interessanti in quanto è il primo vero esempio di lotta ra- dicale verso una concezione rurale che pre- carizzava i contadini e, dunque, di ostilità verso le antiche classi dirigenti e le emer- genti forme di modernità nella società. La sua declinazione politica può essere identi- ficata, in francia, con il poujadismo, movi- mento di rivolta sociale e fiscale di matri- ce qualunquista che si manifestò verso la metà del XX secolo per iniziativa di Pierre Poujade. mentre, in italia, è stato analiz- zato il caso del fronte dell’uomo Qualun- que di Giannini che metteva il popolo in contrapposizione aperta, senza mediazio- ni, con i partiti tradizionali, rifiutando l’in- tero sistema partitico di riferimento e il concetto stesso di professionalizzazione della politica. alla luce di questa matriosca di defini- zioni, merita di essere svolto un approfondi- mento più incisivo sul populismo sudameri- cano. nel variegato contesto dell’america latina questo fenomeno ha assunto caratte- ristiche significative, non solo sul piano del- la costruzione identitaria di un soggetto po- litico ma anche sulla capacità propositiva del fenomeno, dove riesce a manifestarsi anche come forza di governo stabile. il po- pulismo si afferma nella società sudameri- cana nel momento stesso in cui parte del continente entra nella modernità e si scon- tra con alcune delle trasformazioni epocali che segnano profondi cleavages nel tessuto sociale delle comunità locali. Le stesse «fratture», che rokkan ha determinato nel- la trasformazione delle strutture europee nel momento dell’ampliarsi dell’espansione economica e del mutamento delle identità collettive, possono essere interpretate al- l’interno del quadro sudamericano. Queste fratture che emergono attraverso un pro- cesso complesso, a volte eccessivamente rapido altre molto lento, e che sfociano nella richiesta di nuove rappresentanze e dunque di nuovi partiti politici nei momenti di «giunture critiche» (rokkan, 2002) sono state il prodotto di una prodigiosa globaliz- zazione che stravolse il significato del vive- re in comunità e modificò le categorie che strutturavano quel tipo di società a cavallo tra il XiX e il XX secolo. uno studioso atten- to al populismo sudamericano ha sottolinea- to che in «america Latina come altrove, la nascita del populismo si concepisce solo in un orizzonte democratico» (Zanatta, 2004). sembra una affermazione naturale ma in re-

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