Maggio-Giugno 2019
15 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2019 scuoLa E stato PEr una cittadinanZaattiva saLuto E sPunti di intErvEnto Marco Bussetti, Ministro MIUR Presidente nazionale uciim rosalba can- dela, Presidente regionale uciim sicilia chiara di Prima, Presidente regionale uciim Puglia Lucre- zia stellacci, autorità presenti, onorevoli, relatori, partecipo con piacere al convegno odierno «scuola e stato per una cittadinanza attiva». negli ultimi decenni si è imposta una vi- sione ideologica che all’idea di educazione e formazione ha sostituito l’idea tecnocrati- ca di in-formazione nozionistica e ha punta- to su una centralità esclusiva delle compe- tenze e del saper-fare a di- scapito dell’importanza del pensare in quanto tale. non è un caso però che anche nel mondo anglosassone, da cui questa visione ha preso piede prima di diffondersi, si inizi a ravvisare la neces- sità di correggere il tiro. noi lavoriamo nella dire- zione di integrare e interse- care sapere scientifico e umanistico, renderli com- plementari. oggi più che mai il sapere deve essere trasversale, flessibile, pla- stico, multiforme, eclettico. il nostro cervello funziona secondo uno sguardo olistico, non settoriale. L’apprendimento deve essere permanente, interdisciplinare e multifunzionale. il cammi- no di formazione di sé è continuo, e la pas- sione per quello che si fa è la spinta più grande che possiamo avere. stiamo rimettendo al centro gli studenti e le loro attitudini, le loro disposizioni in- teriori, le loro potenzialità da dispiegare. Educare significa dar forma al desiderio individuale. sgombriamo subito il campo da un equi- voco: le competenze sono certamente fon- damentali, la specializzazione è determi- nante e imprescindibile, ma ritengo altresì che, affinché le competenze possano venir utilizzate al meglio, a monte debba svolger- si un’educazione rivolta alla persona in tut- ti i suoi aspetti, sia intellettuali che emo- zionali. La scuola deve educare in modo au- tentico, non in-formare semplicemente e inserire nozioni nella testa dell’alunno. «È meglio una testa ben fatta piuttosto che una testa ben piena». La scuola ha una missione determinante: formare individui che siano autonomi me-
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