Maggio-Giugno 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2019 14 dai requisiti del reclutamento? se muta la loro funzione occorre prepa- rarli. E neppure si può accettare questa ri- nuncia ad educare i propri figli da parte delle famiglie, piuttosto occorre porsi il problema del come sostenere le famiglie a recuperare il proprio ruolo. non basta ap- provare delle norme che valorizzino il ruolo della famiglia nella scuola, che cerchino di mettere insieme queste due agenzie educa- tive fondamentali della nostra società. È necessario un investimento straordinario su questo duplice versante, perché altrimenti va a rotoli il nostro Paese e siamo già ai li- miti della rottura. dunque i docenti vanno formati e soste- nuti in questo nuovo e delicato compito di «educare la persona e il cittadino» nella consapevolezza che una siffatta educazione non può essere costruita partendo dallo stu- dio delle regole che sono «fuori», che sono una realtà esterna alla persona che si vuole educare, senza aver prima lavorato sul «dentro», sulla realtà emotiva dello studen- te e sulla sua esperienza di vita quotidiana. Questo significa che i docenti devono prendersi cura dei loro studenti più che dei loro figli! a questo punto si impone una considera- zione: ai docenti si chiede di avere cura, di nutrirsi di passione educativa! ma c’è forse qualcuno che ha a cuore la scuola? È da troppo tempo che la scuola si sente abbandonata perché nessuno si preoccupa di capire effettivamente lo stato in cui è ri- dotta, nonostante tutte le riforme presun- tuosamente migliorative che sono state ap- provate negli ultimi vent’anni. a nessuno in- teressa! fate bene a richiedere che delega- zioni di docenti girino per le scuole per comprendere cosa succederà nei nuovi esa- mi di stato del 2° ciclo di istruzione, che sono davvero una grande scommessa. È vero che la scuola ha l’autonomia, però è anche vero che ci vogliono politiche na- zionali che sostengano questa autonomia. troppo facile fare le norme e poi non se- guirne l’iter attuativo. abbiamo sperimen- tato tante norme su scuola e famiglia, orga- ni collegiali mai riformati, patti di corre- sponsabilità, presenti da almeno dieci anni nella scuola, che adesso si vogliono esten- dere alla scuola primaria, senza battere ci- glio sul fatto conclamato che nelle scuole secondarie di primo e secondo grado non hanno mai trovato una generale attuazione. vorrei che il Parlamento e il Governo riu- scissero a capire che non basta approvare una norma perché questa modifichi la real- tà. La norma non è una bacchetta magica che come nelle favole migliora ogni ambien- te e lo fa risplendere. Per accertarsi che questo effetto migliorativo si produca dav- vero, bisognerebbe poi andare a controlla- re, ad accertarsi dei risultati prodotti dalla norma stessa. Purtroppo in italia non importa a nessuno andare a controllare i risultati delle proprie azioni, per non correre il rischio di sentirse- ne responsabili. spesso sono previste a sca- denza determinata relazioni al Parlamento sugli effetti prodotti. sappiamo che nelle relazioni si scrive quello che si vuole o che fa più comodo ai vertici politici, bisogna in- vece andare a vedere nel concreto cosa succede, perché la salute della scuola è troppo importante per il Paese! forse mi so- no dilungata troppo, ma io mi appassiono, sono una inguaribile appassionata della scuola perché ho potuto constatare eventi straordinari nelle regioni dove ho svolto le funzioni di direttore generale, in Emilia ro- magna e in Puglia. in calabria sono stata per pochi mesi, ma quella era la scuola che mi dava più soddisfazione, se proprio devo dirlo, perché c’erano risorse giovani che avevano voglia di dimostrare quello che sa- pevano fare, però son dovuta presto tornare in Puglia. sono stata anche capo diparti- mento per l’istruzione, come è stato ricor- dato, ma quello è stato forse il lavoro che mi è piaciuto di meno perché sentivo la scuola troppo distante e mi mancava il suo contatto vivificante!
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