Maggio-Giugno 2019
13 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2019 La scuoLa va curata con PassionE! Lucrezia Stellacci, Presidente Regionale-UCIIM Puglia v i saluto tutti, sono contenta di appar- tenere a questa grande famiglia per- ché ho sempre condiviso i valori del- l’uciim, pur non appartenendo alla scuola militante, in quanto ho svolto tutta la mia carriera nell’amministrazione scolastica. ho sempre creduto, però, che l’amministrazio- ne scolastica dovesse essere al servizio del- la scuola, quindi ho svolto i miei incarichi conformandomi sempre a tale presupposto: un’amministrazione subordinata alla scuola e non sovraordinata ad essa come normal- mente l’amministrazione ritiene di essere. ho sempre portato grande rispetto alla scuola e a tutto il personale che vi opera. Questa nostra scuola che, nonostante i mi- nistri, e ripeto la frase detta da uno dei tanti ministri che ho servito, nonostante i Governi e le riforme che cercano di compli- carle la vita, questa nostra scuola riapre i battenti tutti gli anni e ogni giorno accom- pagna i ragazzi verso il loro futuro… in que- sta continuità, in questo fluire continuo del- la vita, io ci vedo, e ci ho sempre visto, il disegno di dio sull’umanità e sul mondo, ed è proprio questa visione che mi avvicina all’uciim, nella quale ho poi incontrato per- sone meravigliose, che vi operano instanca- bilmente e che mi hanno convinta a colla- borare con loro. Penso che, come giustamente ha detto la Presidente nazionale, la scuola da qualche anno non stia vivendo una stagione felice, specialmente perché nel corso degli anni le sono stati assegnati tanti compiti che esor- bitano la sua funzione istituzionale. La scuola deve e ha sempre dovuto innanzitut- to istruire , oggi sembra che la scuola debba innanzitutto educare le persone che le sono affidate e poi anche, per quanto possibile, istruirle. certo l’educazione è di per sé una con- notazione dell’istruzione, perché le cono- scenze, se metabolizzate, finiscono neces- sariamente per condizionare gli stili com- portamentali, il modo di pensare e di rela- zionarsi, però oggi c’è bisogno di un’educa- zione a tutto tondo che faccia da sfondo all’istruzione, perché prima di «saper ap- prendere», occorre «saper essere», e pur- troppo la scuola non è preparata a svolgere questa nuova funzione. nella scuola arrivano ragazzi frammenta- ti , nel pensiero e nei comportamenti, per- ché la famiglia ha cessato di svolgere quel ruolo di indirizzo sulle scelte fondamentali e di prima formazione, che un tempo svol- geva molto bene. oramai sono tanti anni che questo non avviene più, con il risultato che la prima e più importante agenzia educativa ha getta- to la spugna, preferisce delegare ad altri il suo compito, ritenendosi incapace di inter- pretarlo. abbiamo, dunque, una scuola che deve istruire, educare e curare… « Ma chi sono i docenti ?» Quando mi intervistano su questo chiedendomi: « Come mai i docenti non rie- scono ad insegnare l’educazione ai ragaz- zi ?», io rispondo « I docenti sono gli stessi genitori, sono gli adulti di questa società che hanno perso ogni riferimento valoriale, non sono certo una casta elitaria reclutata su Marte! ». forse anche loro non hanno ricevuto dal- le loro famiglie quella educazione, quell’in- quadramento che una volta i genitori riusci- vano a dare ai propri figli, o forse, se son stati fortunati nell’avere una famiglia sana, la società li ha poi diseducati. ai docenti è richiesta soprattutto una preparazione di- sciplinare e culturale; l’università prima, e poi tutti i corsi di formazione seguiti, si so- no posti come obiettivo quella preparazione e non altro; dunque, perché richiedere ad essi conoscenze e competenze che esulano
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=