Maggio-Giugno 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2019 12 La cEntraLità dELLa PErsona Prof. Ernesto Diaco, Direttore UNESU-CEI B uon pomeriggio. vi porto innanzitutto il saluto di sua Eccellenza mons. ste- fano russo, segretario generale della cEi, che non potendo partecipare di perso- na vi manda il suo augurio e un ringrazia- mento per il vostro lavoro. È una gratitudi- ne a cui mi associo in modo particolare per la collaborazione che l’uciim offre costan- temente all’ufficio nazionale della cEi per l’educazione, la scuola e l’università e di recente anche all’ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Pensando alla storia e al servizio del- l’uciim mi vengono in mente soprattutto tre aspetti che considero provocazioni molto importanti per il mio lavoro e per la vostra presenza nelle diocesi e nelle diverse realtà ecclesiali. La prima sottolineatura riguarda un’attenzione agli insegnanti da tutti i pun- ti di vista: professionale, culturale e spiri- tuale. si tratta di una vicinanza strategica perché se è vero – e io ne sono convinto – che ciò che fa la differenza nella scuola sia- no le persone, allora molto dipende dagli insegnanti, dalla qualità del loro impegno educativo. nella scuola i protagonisti sono molti ma di fatto il peso maggiore è sulle spalle degli insegnanti. condividiamo dun- que questa attenzione, questa promozione, questo sostegno anche perché si diffonda sempre di più una rivalutazione e un rilan- cio di questa vocazione nella nostra società. di questo dobbiamo essere veramente grati all’uciim per quanto fa soprattutto nella formazione degli insegnanti. ricordando il pensiero di Gesualdo nosengo, siete impe- gnati a qualificare gli insegnanti come mae- stri e testimoni. il nostro tempo ha bisogno di entrambi, di persone che nella relazione con gli alunni siano dei punti di riferimento, per la loro affidabilità e per la loro autore- volezza, anche dal punto di vista delle scel- te personali di vita. una seconda attenzione che condividia- mo è quella che per fare la scuola non ba- stano le norme, non bastano i programmi, tantomeno le tecniche, che pure sono im- portanti, ma serve anche una passione, un ideale, un orientamento, un’ispirazione. L’ispirazione che ci accomuna è quella cri- stiana: la visione dell’uomo e la pedagogia che si ispirano ai valori della fede hanno piena cittadinanza nella scuola, senza sensi di inferiorità. anche in questo nosengo in- segna che l’ispirazione cristiana, se vissuta autenticamente, non è un elemento di divi- sione nella scuola, ma un fattore aggregan- te, un punto che unisce perché promuove educazione e scuola nel senso pieno del termine. Basti pensare alla prospettiva del- la centralità della persona o del bene co- mune, eredità della tradizione cristiana, che stanno alla base di quelle parole che guidano anche i lavori di oggi: «scuola, sta- to e cittadinanza». La terza sollecitazione che voglio ri- chiamare e di cui ringrazio l’uciim è la se- guente: in un momento storico in cui la so- cietà è malata di individualismo – e anche nelle scuole, non ce lo nascondiamo, si ri- schia di frammentarsi e di lavorare ognuno per conto suo e non come una comunità – in questo scenario voi sottolineate il valo- re dell’associarsi, del mettersi insieme e, citando gli orientamenti pastorali dei ve- scovi italiani, la necessità di creare alle- anze, cercando realtà, soggetti, persone che possano mettersi insieme al servizio dell’educazione delle nuove generazioni. Quest’attenzione aggregativa, comuniona- le, per usare il linguaggio ecclesiale, è un altro aspetto che ci caratterizza e su cui dobbiamo continuare a scommettere per il bene dei nostri ragazzi, della scuola e di tutti noi. Grazie e buon lavoro

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