Maggio-Giugno-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2016 24 presente (14 novembre 2014) come non si possa prescindere dall’educazione geografi- ca «per orientare le nuove generazioni nella complessità del mondo globalizzato, ponen- dole in grado di esercitare consapevolmente la cittadinanza attiva per affrontare proble- mi territoriali e ambientali». la geografia, d’altra parte, riveste un’importanza strate- gica, per comprendere i processi economici in atto e le dinamiche di sviluppo, la genesi di crisi economiche e finanziarie. In questa prospettiva occorrerebbe valorizzare le po- tenzialità del sapere geografico, consisten- te sia nel comprendere in chiave sinottica fenomeni fisici, antropici e socio-economi- ci, direttamente o indirettamente intera- genti in realtà spaziali, sia nel fornire quell’intelligenza della complessità utile a interpretare il territorio in cui si vive, oltre che a valutare i grandi problemi legati alla globalizzazione. In altri termini, il sapere geografico può svolgere una funzione for- mativa, strategica e cruciale, in quanto si occupa del funzionamento del mondo dal punto di vista spaziale (2). le risorse plurime della geografia sono state bene espresse in un editoriale, pubbli- cato il 13 agosto 2015 dal the guardian, de- dicato alla nascita di una nuova stella (a star is born), non più Cenerentola: la geo- grafia. Secondo l’autorevole quotidiano bri- tannico il motivo principale dell’attuale af- fermazione della geografia nel Regno Unito dipende dal fatto che la geografia è materia per il nostro tempo, essendo intrinsecamen- te multidisciplinare, in un mondo che valo- rizza le persone competenti nelle scienze fisiche e sociali, sempre più necessarie an- che per le possibili applicazioni lavorative. La formazione dei docenti e le tecnologie informatiche per quanto concerne la «nuova formazio- ne», capitolo importante nel documento del- la Buona Scuola, è condivisibile la nuova at- tenzione verso la «formazione in servizio» dei docenti, strategica per il buon funziona- (2) Si veda il recente testo di g Ino d E V ECCHIS , Insegnare geografia. Teoria, metodi e pratiche, (con il contributo di daniela pasquinelli d’allegra e Cristiano pesaresi), torino, Utet, 2016. mento dell’ordinamento scolastico e per conseguire un reale cambiamento di rotta nell’esito delle politiche educative. pure condivisibile è la prevista «valorizzazione delle associazioni professionali dei docenti», accreditate dal miur in quanto fornite dei necessari requisiti per adempiere a tali obiettivi. I problemi sorgono ovviamente nel- l’attuazione pratica degli intenti formulati. Corsi obbligatori di formazione degli in- segnanti in servizio sarebbero particolar- mente urgenti per i docenti che vanno, in- fatti, formati sia sui nuovi metodi di ap- prendimento/insegnamento della disciplina sia sull’uso delle risorse tecnologiche che rendono l’insegnamento al passo con i tem- pi. docenti di geografia non specialisti uti- lizzano spesso strategie e metodi superati, che suscitano una reazione di disinteresse per la disciplina, con pesanti conseguenze persino sulla capacità di esercitare – come ricordato – la cittadinanza attiva in maniera consapevole per tutto ciò che riguarda aspetti spaziali, territoriali e ambientali. Rimedio a questa situazione sarebbe quello di mettere in campo interventi di formazio- ne su larga scala. gli aspetti legati alle tecnologie informa- tiche meritano un cenno a parte, perché ri- levanti per la geografia. nelle Indicazioni nazionali, sia del primo sia del secondo ci- clo, tra gli obiettivi didattici sono compresi quelli concernenti l’utilizzo delle immagini telerilevate, della cartografia automatica e dei Sistemi Informativi geografici (gIS). I docenti dovrebbero acquisire i metodi e le strategie didattiche che prevedono l’indi- spensabile uso delle nuove tecnologie appli- cate all’educazione geografica, rispondenti alle moderne concezioni della più aggiorna- ta ricerca disciplinare. Infatti, gli strumenti rappresentano per il geografo il tramite con cui compiere indagi- ni di una realtà territoriale e degli elementi caratterizzanti; conferiscono, inoltre, alla didattica un notevole valore aggiunto, in termini di efficacia. I gIS, ad esempio, «as- sociando banche dati numeriche e qualitati-

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