Maggio-Giugno-2016
la gEogRafIa dopo la «BUona SCUola» Gino De Vecchis, Dipartimento di Scienze Documentarie, Linguistico-Filologiche e Geografiche Sapienza Università di Roma di un adeguato insegnamento geografico. l’enunciazione non contiene infatti indica- zioni precise, anche perché il termine terri- torio, che pure rappresenta uno dei nuclei a fondamento della didattica geografica, può dar adito a interpretazioni molto varie. l’assenza di riferimenti espliciti, già nella fase preliminare del documento, aveva sug- gerito all’associazione Italiana Insegnanti di geografia – in sintonia del resto con quanto auspicato dallo stesso ministero – di promuo- vere tra tutti i docenti interessati un percor- so di consultazione per formulare proposte serie e motivate, mirate alla revisione dei contenuti del documento ministeriale e per esplicitare i valori formativi dell’educazione geografica. nel dibattito i docenti, riscon- trando l’intenzione del governo di valorizza- re nella scuola secondaria di II grado lo stu- dio dei temi economici e del loro ruolo nella comprensione del mondo contemporaneo, indicavano ad esempio la «geografia genera- le ed economica» come la disciplina appro- priata per trattare, in chiave educativa, i temi rilevanti della società globalizzata con- nessi allo sviluppo economico. L’intervento delle associazioni geografiche gli stessi presidenti delle associazioni geografiche nazionali (1), condividendo to- talmente le preoccupazioni portate avanti dall’aIIg e prendendo atto «con vivo ram- marico» dell’assenza di qualsiasi riferimen- to alla geografia e alla sua importanza nella formazione dei futuri cittadini, facevano 23 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2016 L’approvazione della legge n. 107 Il 13 luglio del 2015 è stata promulgata la legge n. 107, comunemente nota come «la Buona Scuola». È un provvedimento articola- to, e con una preparazione piuttosto com- plessa, che affronta molti problemi quali l’autonomia scolastica, l’offerta formativa, la flessibilità del curricolo, la qualità del- l’insegnamento, la dirigenza scolastica, l’as- sunzione in ruolo dei docenti, l’edilizia. nel capitolo dedicato a «ripensare ciò che si impara a scuola» vengono fatti anche riferimenti ad alcune discipline trascurate e da valorizzare (tra le quali la musica, la sto- ria dell’arte, l’educazione motoria, le lin- gue straniere e l’economia). È però assente qualsiasi riferimento ai saperi geografici; nessuna parola, infatti, è stata spesa a pro- posito della geografia, che la riforma della scuola secondaria di II grado realizzata dal ministro gelmini ha indebolito in maniera pesante all’interno degli ordinamenti scola- stici. tra l’altro vale la pena osservare co- me tale incomprensibile penalizzazione ri- sulti pressoché unica nel panorama europeo e occidentale, che al contrario sembra ri- scoprire le valenze educative e professiona- lizzanti di questa disciplina. Sebbene sia vero che possibilità di conso- lidamenti disciplinari siano lasciate alle sin- gole scuole, che dovrebbero progettare l’in- segnamento «con una forte attenzione ai bi- sogni delle famiglie e del territorio, eserci- tando in maniera concreta la propria auto- nomia», nondimeno sussistono seri dubbi che questa opportunità si realizzi a favore 1) oltre all’aIIg, hanno partecipato alla stesura del documento trasmesso agli organi competenti l’associazione dei geografi Italiani, la Società geografica Italiana, la Società di Studi geografici e l’associazione Italiana di Car- tografia.
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