Maggio-Giugno-2016

ve a basi territoriali georeferenziate (con lo stesso sistema di riferimento e le medesime coordinate geografiche), permettono di ela- borare cartografie computerizzate di diver- sa complessità» (3). La revisione delle classi di concorso la preparazione del documento ha dato anche motivo di ulteriore riflessione sulla revisione delle classi di concorso, un pro- blema di carattere generale trascinatosi per decenni con conseguenze negative soprat- tutto dopo la riforma, che, con la sua con- trazione di cattedre, ha «dirottato» molti docenti con altra abilitazione su insegna- menti diversi. Il fenomeno ha riguardato in particolare le cosiddette classi di concorso atipiche, tra cui quella di geografia (a/39), destinata agli insegnamenti geografici in al- cuni Istituti tecnici e professionali. da mol- to tempo l’aIIg e le altre associazioni riba- divano con forza la necessità di assegnare, nell’interesse primario degli studenti, l’in- segnamento della geografia ai soli docenti specialisti. l’atipicità della classe di geo- grafia consente a docenti, anche privi di competenze specifiche, di insegnare geo- grafia, spesso svilendone la natura. la re- cente eliminazione dell’atipicità, avvenuta nel gennaio 2016, sembra aver superato questo problema. la nuova classe (denomi- nata a/21) dovrebbe essere garanzia di una professionalità che solo gli abilitati nella classe autonoma e specifica possono pro- durre, anche in ragione dell’accesso, limita- to alla laurea in geografia o all’acquisizione di 36/48 cfu in discipline geografiche. Il problema rimane tuttora non risolto nelle classi di concorso di materie lettera- rie, dove l’acquisizione di soli 12 crediti formativi universitari nel settore scientifico geografico appare troppo esigua per dotare il docente di una preparazione adeguata all’insegnamento della disciplina. le conseguenze del deprezzamento nella formazione iniziale sono evidenti anche nel- la prassi didattica. Si porta a titolo esempli- ficativo la situazione verificatasi (sempre con la riforma gelmini) nel primo biennio dei licei dove storia e geografia – associate in un’unica etichetta, pur rimanendo distin- te nella dicitura – hanno subìto la riduzione da quattro a tre ore settimanali (erano in precedenza due per la storia e due per la geografia). la traduzione pratica della ri- forma è ancor più penalizzante per la geo- grafia di quanto non sia stata la stessa ela- borazione della riforma, anche perché i do- centi, nel loro percorso formativo universi- tario per arrivare all’insegnamento delle materie letterarie nei licei, hanno avuto, salvo rare eccezioni dovute a curricoli per- sonali, un carico inferiore di studio per la geografia rispetto alla storia e alle altre di- scipline letterarie d’insegnamento. poiché un insegnante riesce a esprimere meglio le sue competenze e abilità nelle discipline nelle quali è più preparato, anche riguardo alla formazione iniziale dei docenti la geo- grafia si trova svantaggiata rispetto alle al- tre materie del comparto umanistico. nella pratica, l’aspetto più evidente di questa pe- nalizzazione si è registrato nel cambiamen- to della denominazione; infatti, nonostante nei documenti ministeriali non ci fosse nes- suna indicazione, il binomio storia e geogra- fia si è spesso trasformato in geostoria; per di più è passato il suggerimento – non scrit- to in nessun atto ufficiale – di adottare il rapporto due ore di insegnamento per la storia e un’ora per la geografia. Una nota di ottimismo I ragionamenti fin qui fatti sul sapere geo- grafico nella scuola italiana sembrano im- prontati più al pessimismo che all’ottimismo, visto che le zone d’ombra prevalgono su quelle di luce, che pure ci sono e ci sono sta- te (una è costituita dalla recente aggiunta nel primo o nel secondo anno di tutti gli Isti- tuti tecnici e professionali dell’ora di geogra- fia). Riprendendo ancora i documenti che i geografi hanno trasmesso agli organi istitu- zionali del mIUR, non sembra eccessivo ri- 25 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2016 (3) I capitoli 6 e 7 del citato volume di Didattica della geografia , scritti da Cristiano pesaresi riguardano: Le geo- tecnologie per una didattica costruttivista-interdisciplinare e per un approccio cooperativo (cap. 6) e Spunti operativi ed esemplificazioni per l’uso di alcuni strumenti di cartografia digitale (cap. 7); cfr. p. 119.

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