Maggio-Giugno-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2016 20 Il gRandE ValoRE dElla CollaBoRazIonE tRa BIBlIotECa, SCUola E aSSoCIazIonI di Giovanna Micaglio Ben Amozegh, Direttrice della Biblioteca Comunale «Renato Nicolini» di Roma e Responsabile Cultura dell’Associazione di volontariato «Il Melograno – Solidarietà Ambiente Cul- tura» I l mondo della cultura respira con due polmoni: la scuola e la biblioteca. non dovrebbero essere due mondi sepa- rati perché sia la scuola che la biblioteca vi- vono grazie ai libri, realizzano il loro servi- zio per la società a partire dai libri e a volte sono esse stesse produttrici di libri. per questo motivo scuola e biblioteca hanno una grande responsabilità nella tra- smissione della cultura ai bambini e ai ra- gazzi, soprattutto nei quartieri difficili o periferici, nei quali la presenza delle Istitu- zioni culturali è ancora più vitale e deter- minante. nella mia esperienza di bibliotecaria ho notato che proprio nei territori più degrada- ti, dove gli unici presìdi culturali sono la bi- blioteca e la scuola, l’offerta di iniziative culturali è particolarmente apprezzata dai cittadini. I meno fortunati talvolta hanno più voglia di riscattarsi da una situazione deprivata: questi cittadini spesso frequen- tano «avidamente» tutte le iniziative della biblioteca e partecipano attivamente alla vita della scuola e si rendono disponibili a migliorare l’ambiente nel quale vivono i lo- ro figli, anche a costo di imbiancare le pa- reti delle aule. nella mia carriera professio- nale ho riscontrato questa circostanza in molti quartieri periferici di Roma e l’ho constato anche da quando sono direttrice della Biblioteca Renato nicolini nel quartie- re Corviale. Corviale si trova alla estrema periferia di Roma, è una zona difficile e a rischio, qui sorge il famoso «Serpentone»: una casa po- polare di 8 piani e lunga 1 chilometro. la storia di questa costruzione dalla lunghezza inusuale (per la precisione sono 999 metri) è affascinante, infatti nel progetto iniziale dell’architetto fiorentino doveva essere una struttura moderna con uffici, servizi e negozi collocati al quarto piano a metà del- la struttura. le cose sono andate diversa- mente e, con le prime occupazioni abusive e assegnazioni regolari per famiglie senza casa, la struttura si è trasformata in un’enorme casa popolare nel bel mezzo del- l’agro romano. gli abitanti di questa lun- ghissima casa popolare si sono trovati in una sorta di ghetto, ai confini di Roma isolati e lontani dai servizi. Si è creato perciò un ter- reno fertile per malavita locale e bande ri- vali: tuttavia molti abitanti si sono organiz- zati in associazioni culturali e gruppi di vo- lontariato proprio per contrastare il degra- do. questi eroici cittadini sono quelli che guardano alla biblioteca come ad un «faro» del quartiere, luogo dove crescere cultural- mente ma anche dove incontrarsi tra perso- ne con un gran voglia di riscatto e di sape- re. Con singoli volontari di e associazioni lo- cali si è instaurata una fattiva collaborazio- ne con la Biblioteca nicolini. tante attività culturali della biblioteca sono realizzate in- fatti a costo zero dai volontari in favore di altri cittadini, un circolo virtuoso che ha fatto della biblioteca la «casa» di tutti. alla biblioteca di quartiere guardano an- che le scuole, dalla materna al liceo, per- ché vi trovano il modo per integrare ed ap- profondire le materie insegnate in classe. per invitare gli studenti a volte un po’ «allergici» ai libri abbiamo proposto alle scuole il percorso culturale «Il libro a porta- ta di mano» (1): i libri come oggetti da ma- (1) «Il libro a portata di mano» progetto itinerante per le biblioteche ideato e curato da giovanna micaglio
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