Maggio-Giugno-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2016 18 ci , ai quali vengono addebitati oneri evita- bili (un eccessivo carico di personale ; con- sulenze inutili e costose; scarso controllo sull’impegno dei dipendenti); - le banche controllate da enti pubblici in molti casi erogano finanziamenti rischiosi a imprese protette dai politici, finanzia- menti che possono trasformarsi in perdite nette ; - le imprese pubbliche sono strumenti di pressione e di ricatto nei confronti delle imprese private, soprattutto mediante i contratti di fornitura, e costituiscono un serbatoio dal quale i politici attingono sur- rettiziamente denaro per se stessi, per i loro partiti e per le clientele ; - le imprese pubbliche, sottratte all’impe- rativo del profitto, possono fare una con- correnza sleale alle imprese private, di- storcendo il mercato ; - infine i sindacati delle imprese pubbliche godono di un forte potere di ricatto nei confronti del potere politico : i dipendenti pubblici, essendo anche elettori, possono con il voto colpire direttamente il loro da- tore di lavoro, facoltà di cui ovviamente non dispongono i lavoratori del privato (10) . 16- Il rapporto tra l’agire politico e la dimensione morale, e la radicale diversità tra i singoli e i gruppi È necessario chiarire i rapporti tra l’agi- re politico e la sfera morale , per evitare di scadere in una facile retorica, gratificante per chi la intende come una fedele descri- zione della realtà, ma improduttiva se il fi- ne è il superamento dei mali denunciati . l’errore da evitare, quando si esaminano questi rapporti, è quello di ignorare le cru- ciali differenze che sussistono tra i singoli individui ed i gruppi organizzati politica- mente . ogni individuo può decidere autono- mamente il sacrificio volontario del proprio interesse (11) o del proprio desiderio senza dover rispondere ad altre istanze di control- lo oltre alla propria coscienza ; invece le persone responsabili della politica di un gruppo, delegate a prendere le decisioni che ne regolano i rapporti con l’esterno, devono provvedere esclusivamente alla tu- tela degli interessi sostanziali del gruppo , ai quali la quasi totalità dei membri non è disposta a rinunciare . questa semplice verità, che determina la dolorosa ma inevitabile distanza della poli- tica dalla sfera morale (con un’unica ecce- zione, ricordata nel successivo capoverso), è stata analizzata già qualche secolo fa dal genio di machiavelli, e tuttavia nutrite schiere di consiglieri continuano a suggerire ai politici di assumere decisioni ispirate dal- la solidarietà o dalla giustizia, ignorandone i costi, e trascurando il fatto che, se venis- sero adottate, provocherebbero la cacciata dei responsabili da parte di quella grande maggioranza di persone che esigono anzi- tutto la difesa dei loro interessi . l’uomo po- litico mancherebbe ai suoi doveri verso i cittadini che lo hanno eletto se cercasse di imporre i suoi personali princìpi di moralità e di giustizia a chi non è disposto a soste- nerne i costi . Si deve sottolineare che non è in questione l’eventuale interessata ricerca del consenso degli elettori da parte del sin- golo uomo politico : anche se egli decidesse di sfidare l’impopolarità, imponendo prov- vedimenti ispirati alla solidarietà ma sgradi- ti ai governati, fallirebbe comunque nel suo intento, perché il potere gli verrebbe revo- cato alle successive elezioni, a vantaggio di altri politici più attenti al volere della maggioranza . I responsabili politici possono realizzare le istanze morali solo quando la maggioran- za dei cittadini è disposta a pagarne il prez- zo, ma ciò, purtroppo, accade soltanto quando si tratta di sacrifici di lieve entità o di breve durata . le proposte che non tenga- no conto di questo dato di fatto servono sol- tanto a chi le formula per acquisire facili consensi, mediante discorsi ispirati a nobili princìpi che tutti condividono fin quando le proposte non diventano operative : sentirsi dalla parte della giustizia, e solidali con le (10) Si veda : a . a lESIna , f . g IaVazzI , Goodbye Europa , Rizzoli, milano, 2006, pp . 120-121 . (11) Si veda nel paragrafo 16.1 che cosa si deve intendere per interesse, e quali siano i rapporti tra l’identità individuale, l’identità sociale e gli interessi.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=