Maggio-Giugno-2015
pi, alle società, alle comunità ecclesiali, ai movimenti e alle associazioni. Vale la pena richiamare uno di questi inviti, molto acco- rato, rivolto ad un importante movimento ecclesiale italiano. Il rischio dell’autorefe- renzialità, per certi versi, è più forte nelle realtà molto definite (nella spiritualità, nel carisma) quali sono appunto i movimenti, ma il rischio è anche per le Associazioni, è anche per noi. Ascoltare questo invito e la- sciarci provocare può aiutare anche noi a mantenerci decentrati: «Ricordate che il centro non è il carisma, il centro è uno so- lo, è Gesù, Gesù Cristo! Quando metto al centro il mio metodo spiritua- le, il mio cammino spi- rituale, il mio modo di attuarlo, io esco di strada. Tutta la spiri- tualità, tutti i carismi nella Chiesa devono es- sere “decentrati”: al centro c’è solo il Signore! […]. Non dimenti- catevi mai di questo, di essere decentrati! E poi il carisma non si conserva in una botti- glia di acqua distillata! Fedeltà al carisma non vuol dire “pietrificarlo” – è il diavolo quello che “pietrifica”, non dimenticare! Fedeltà al carisma non vuol dire scriverlo su una pergamena e metterlo in un quadro. [… ] Tenete vivo il fuoco della memoria di quel primo incontro e siate liberi!» (10). 7 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 S p i r i t u a l i t à due facce della stessa medaglia, si è detto. Se non c’è l’uno non c’è nemmeno l’altro. La questione fondamentale è proprio il de- centramento in quanto tale, il coraggio di mettersi in stato esodale, in uscita . È così che ci si mantiene vi- vi. Il decentramento è, in fondo, la dina- mica vera dell’iden- tità, perché ci si ri- trova solo con un certo distacco da sé, nel rischio di perder- si. Ciò vale per l’identità personale, e vale anche per un’associazione. Per noi il movimento di decentramento può assumere forme diverse: dal rifugiarsi in una orgoglio- sa celebrazione del passato e del presente a uno sforzo più radicale di memoria e di pro- fezia; dalla proclamazione di principio della centralità della persona al lasciarsi raggiun- gere effettivamente dagli altri; da un riferi- mento al Cristo a partire dai nostri progetti a un effettivo entrare in contatto con Lui per lasciarci raggiungere dalla sua luce; dal crogiolarsi nell’autocelebrazione o nell’au- toreferenzialità al coraggio del dialogo e dell’alterità. Un decentramento sempre da farsi, mai da dare per scontato. Il decentramento è uno degli inviti più ri- correnti dell’attuale Papa. L’invito è rivolto a tutti: a ciascuno personalmente, ai grup- (10) Discorso al Movimento di Comunione e Liberazione, Piazza S. Pietro, sabato 7 marzo 2015.
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