Maggio-Giugno-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 4 Seconda parte (1) Gesù maestro… ovvero un reale contatto con Lui Il riferimento a Gesù maestro, più che un altro tema o un’altra direzione di impegno (rispetto al primato della persona, di cui si è parlato), è il rovescio della medaglia. È il lato segreto che, nei momenti opportuni, diventa manifesto. Si tratta - questa mi sembra la sfida, antica e sempre nuova - di un riferimento che sia un reale incontro o contatto . Un vero contatto col Cristo, colti- vato nella preghiera e nella pratica sacra- mentale, è necessario perché si dia davvero una pratica educativa (ma, più ampiamen- te, una pratica di vita) nel segno del decen- tramento sulla persona (sulla relazione, sul- l’incontro con tutti). Anche qui, tale con- tatto va pensato, prima che sul piano delle idee, su un piano pratico-affettivo, come un vero incontro (2). Questa è una preziosa eredità ricevuta dal Nosengo, che è nel cuo- re della tradizione dell’UCIIM e che va tenu- ta viva. Il Nosengo ha meditato incessantemente «l’arte educativa di Gesù maestro» (3), si è ispirato ad essa, ne ha evidenziato i tratti più significativi. Questo ha fatto di lui un esponente significativo anche all’interno del movimento catechistico italiano (4). Ma l’apporto sull’arte educativa di Gesù ha un grande significato per tutti gli educatori e gli insegnanti (non solo per i catechisti o gli insegnanti di religione), soprattutto per co- loro che vogliono seriamente ispirarsi al Vangelo. Questa pista ha un significato di futuro. In certo senso dobbiamo ancora sco- prire la portata educativa del Vangelo e so- prattutto dobbiamo ancora imparare cosa vuol dire educare lasciandosi ispirare dal Vangelo. L’ ispirazione richiama il respiro, l’atmosfera, lo stile, i modi, la qualità della relazione, il suono delle parole prima che i significati o i contenuti. La prassi di Gesù ha un grande significato educativo prima di tutto in quanto ispirazione. L’ispirazione non è invadente, è rispettosa della laicità, anzi la promuove, fa emergere cose auten- ticamente umane. Non è forse questa una via da approfondire da parte dei docenti S p i r i t u a l i t à UN DUPLICE DECENTRAMENTO: SULLA PERSONA E SU GESÙ MAESTRO TRAMEMORIA E PROFEZIA don Salvatore Currò, Consulente ecclesiastico nazionale UCIIM (1) La prima parte dell’articolo è stata pubblicata nel numero precedente della rivista. (2) La categoria dell’incontro, inteso come incontro affettivo-pratico-sacramentale, diventa sempre più centrale nell’esperienza di fede e nelle esperienze di educazione alla fede (v. il recente documento della Chiesa italiana: CEI, Incontriamo Gesù , Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia , 29 giugno 2014). (3) L’arte eucativa di Gesu maestro: saggi di commenti pedagogici alla condotta educativa di Gesù, AVE, 1969; v. anche la raccolta di testi: L’arte educativa di Gesù: Gesù modello dei catechisti, degli insegnanti e degli educatori, a cura di O. Dal Lago, Elledici, 2006. (4) Il suo apporto al movimento catechistico italiano è stato messo in luce in particolare da U. Gianetto ( Nosengo Gesualdo , in G EVAERT J., a cura di, Dizionario di catechetica , Elle Di Ci, Leumann, 1986, 457-458 e Id., Gesualdo Nosengo e il movimento catechistico in Italia , in C AVALLOTTO G., a cura di, Prima la persona. Gesualdo Nosengo: una vita al servizio dell’educazione , pref. di A. Sodano, Urbaniana University Press, Città del Vaticano, 2000, 135-147). Gianetto riassume tale apporto in questi termini: «Pedagogia attiva, cristocentrismo, impegno rivolto a tutta la persona, ecco il Nosengo precursore degli sviluppi a sfondo personalistico e antropologico del nostro movimento catechistico!» (ibid., 143).
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