Maggio-Giugno-2015
41 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 gli dividendo le illustrazioni dai testi per poi ricostruirlo pagina per pagina (riassocian- do illustrazioni e testi). La storia viene scomposta e rico- struita attraverso l’effetto sorpresa delle pagine bianche (una volta staccati testi e illu- strazioni del libro rimangono solo pagine vuote) in modo di tenere sempre alta l’attenzio- ne e svolgere il laboratorio in forma ludica. Questo «gioco» coinvolge molto i bambini spingendoli a riassociare le illustrazioni ai testi, facendo uno sforzo di at- tenzione per ricordare la se- quenza temporale e ricostruire la storia. I testi non sono stati scritti con le lettere dell’alfabeto (che questo tipo di bambini non riconoscono o leggono con gran- de difficoltà ) ma utilizzando la CAA (Comunicazione Alternativa Aumentativa) in particolare i PCS = Picture Communication Symbols (la scrittura in simboli per autistici). La traduzione in simboli è sta- ta curata da una psicoterapeuta della UILDM, Danila Lobello, abilitata alla terapia con PCS. Sopra i PCS la traduttrice ha riportato la parola corrispon- dente al significato del simbo- lo, secondo le indicazioni degli esperti che utilizzano la CAA infatti, abituando il bambino ai due sistemi di scrittura, si cer- ca di arrivare ad un livello di lettura senza simboli. Il libro contiene le «Istruzioni per l’uso», infatti è stato pen- sato per essere scomposto e ri- costruito dai bambini, ma an- che come uno strumento di la- voro per gli operatori che si oc- cupano di svolgere letture ad alta voce per gruppi di bambini. Il testo della storia si trova «sottosopra», in alto sopra l’il- lustrazione, perché è utile a chi svolge il laboratorio di let- veratoio non può certo bere al posto del cavallo. Tuttavia – per restare nella metafora – è pur vero che l’intero contesto può essere disegnato (e ri-dise- gnato) con svariate modalità: non c’è un unico modo di con- duzione né un tempo unico per arrivare alla meta; l’abbevera- toio può avere forme diverse, l’acqua può essere più o meno appetibile… e, infine, il cavallo è un organismo vivente, predi- sposto perciò ad apprendere…, così come può apprendere chi lo conduce. Tenendo a mente questa metafora sull’educazio- ne due insegnanti colti, prepa- rati e attenti decidono di scri- versi delle lettere per ragiona- re insieme di scuola nell’arco di un anno scolastico. Entrambi riflettono sull’apprendimento e i suoi risvolti teorici, ma lo scambio si arricchisce dal di- verso approccio ai temi, per Bagni si tratta di un’ottica po- litica – scolastica e non –, per Conserva di didattica nella sua quotidianità. E di didattica si colloquia tanto in questo testo! Ogni ragazzo è una persona da aiutare a crescere umanamen- te e intellettualmente. E insie- me ai propri allievi crescono anche i docenti in uno scambio continuo e stimolante. Nel testo è esposto il lavoro di un anno tra dubbi, difficoltà e speranze, ma sempre guidato dalla consapevolezza del pro- prio compito di docenti e del proprio impegno di educatori. Anche per questo lo consiglia- mo vivamente ai colleghi per ritrovarsi e per condividere le finalità e la pratica quotidiana del nostro difficile ma splendi- do mestiere. ( Elena Fazi ) tura con il libro rivolto verso chi ascolta. La pubblicazione inoltre pre- senta alcune caratteristiche che servono per consentire ai bambini di ricostruire la storia pagina per pagina. In fondo i piccoli lettori troveranno alcu- ne pagine con le illustrazioni e i PCS da ritagliare con l’aiuto di un adulto. Le parti ritagliate potranno poi essere collocate sulle pagi- ne bianche del libro, all’inter- no dei riquadri e fissate con del velcro autoadesivo , dello scotch o della gommapane o altro. Si può così procedere al- la ricomposizione della storia di Johnny in un gioco diverten- te che aiuta i piccoli lettori ad associare il racconto alle illu- strazioni e a fare uno sforzo di memoria per ricordare la se- quenza esatta della storia. Il libro è in distribuzione gra- tuita per famiglie con bambini autistici, educatori ed inse- gnanti di sostegno. La vera scuola «Io posso portare il cavallo all’abbeveratoio, bere è affar suo». Insegnare non è un sem- plice travasare la scienza da una mente a un’altra mente. Insegnare e imparare presup- pongono l’azione attiva di tutti i soggetti implicati nella rela- zione: cosa tanto facile da con- cepire in via teorica ma non al- trettanto facile da realizzare nella pratica: fosse pure una acritica «trasmissione», quella culturale non è mai stata, nemmeno per i «bravi scolaret- ti», una comoda passeggiata. Chi conduce il cavallo all’abbe- G IOVANNA M ICAGLIO , Libri e ciambelle per Johnny , Gra- Graphofeel Edizioni, Roma, 2014 G IUSEPPE B AGNI - R OSALBA C ON - SERVA , Insegnare a chi non vuole imparare Lettere dalla scuola, sulla scuola, e su Ba- teson, pagg. 203 euro 17,00 L o S c a f f a l e
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