Maggio-Giugno-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 40 Il «libro» è morto? In occasione della XIV «Setti- mana della Lingua italiana nel mondo» (ottobre 2014), dedica- ta al Libro, l’Accademia della Crusca, che insieme al Ministero degli Esteri promuove questa manifestazione, ha pubblicato sul suo periodico «Crusca per voi» una interessante riflessione di Ethel Serravalle Porzio intito- lata «Il libro e la scuola». La riflessione parte da alcune considerazioni sulle possibilità di sopravvivenza del «libro» nell’era digitale, per giungere alla conclusione che la soprav- vivenza di «ciò che chiamiamo libro» non è una questione di materiali o tecnologie, che an- zi possono avere una funzione acceleratrice nella comunica- zione, ma di contenuti cultura- li stimolanti, di «impegno in- tellettuale e comunicativo» di chi scrive. L’autrice individua il limite dei testi trasmessi dalle nuove generazioni attraverso l’uso delle nuove tecnologie nella modestia e banalità dei conte- nuti e nella trasandatezza delle espressioni e si chiede «che co- sa si fa in concreto, nei luoghi educativi per eccellenza, cioè la famiglia e la scuola, per pro- muovere nelle giovani genera- zioni la lettura e la scrittura, come strumenti di arricchimen- to intellettuale e spirituale». Per quanto riguarda la prima educazione alla lettura in am- bito familiare, sottolinea quan- to la graduale iniziazione al leggere, da principio mediata dall’adulto, sia decisiva per lo sviluppo futuro del bambino, a partire dalla capacità di me- morizzare un testo particolar- mente gradito fino al punto di pretendere che «le parole sia- no sempre quelle sentite la prima volta»; le nuove tecnolo- gie e i loro contenuti, che cer- to possono stimolare la fanta- sia e la curiosità intellettuale, non possono tuttavia sostituire l’incontro con «la stabilità del testo scritto davanti all’occhio e a contatto di mano del letto- re» e il «piacere» di leggere e sentir leggere. Perché questo avvenga occorre però che chi educa ami i libri e ne faccia «oggetto di una comunicazione interpersonale autentica». A casa prima e a scuola poi. L’educazione alla lettura, e alla scrittura, a scuola pone problemi più complessi, primo tra tutti il fatto che l’esperien- za tecnologica dei giovani «na- tivi digitali» non è ancora suffi- ciente ad agevolare l’acquisi- zione di competenze fonda- mentali di base come la lettura e la scrittura, la comprensione e l’esposizione con parole ap- propriate di contenuti sempre più impegnativi. L’autrice analizza i limiti di un curricolo verticale «confuso e anche disordinatamente ripe- titivo e comunque non abba- stanza mirato» all’acquisizione del possesso e del buon uso della lingua, sia relativamente alla comprensione del testo (a partire dai libri di studio), sia per quanto riguarda la pratica della scrittura, specialmente quella legata a esigenze con- crete (appunti, relazioni, rias- sunti,…). Queste competenze, «indispensabili per vivere in una società complessa», vanno curate e sviluppate «soprattut- to nell’era digitale, che invo- glia tutti a scrivere di tutto e come che sia…». Ai docenti, tutti e non solo dell’Italiano, è affidato certo il compito arduo di contrastare questa tendenza «abituando le giovani genera- zioni a studiare su testi scritti, a diventare per tutta la vita lettori e, se dal caso, anche scrittori, cioè coloro che da- ranno il loro contributo alla crescita della civiltà umana»; ma la questione investe in re- altà tutti coloro che hanno re- sponsabilità «culturali», che devono attivare «le indispensa- bili sinergie circa i valori da coltivare e incentivare». Ethel Serravalle Porzio non sposa le tesi catastrofistiche sulla morte del libro cartaceo, né nega le indubbie potenziali- tà dei nuovi strumenti tecnolo- gici di comunicazione, ma, ar- gomentando con dovizia di esempi, invita ad una profonda riflessione sulla necessità di governare i processi di cambia- mento con occhio particolar- mente attento ai processi edu- cativi e ai docenti ricorda che «nulla avverrà per miracolo, né per decreto legge», ma «l’in- telligenza, la professionalità e valide forme di aggiornamento, anche sull’uso delle tecnolo- gie, possono aiutarci a curvare queste nelle direzioni necessa- rie, se riusciamo a non scam- biare il mezzo con il fine». ( Maria Vittoria Cavallari ) Libri e ciambelle per Johnny Il libro nasce all’interno de «Libro a Portata di Mano» un percorso di lettura, scrittura e creazione di libri artigianali promosso dall’Istituzione Bi- blioteche. «Libri e ciambelle per Joh- nny» è nato per svolgere labo- ratori di lettura con bambini autistici, o in generale con ri- tardo cognitivo, che hanno grandi difficoltà a leggere. È in origine un libro in forma artigianale, nello stile Il Libro a Portata di Mano, utilizzato per la lettura ad alta voce. Dopo l’ascolto della storia si chiede ai bambini diversamen- te abili di scomporre tutti i fo- E THEL S ERRAVALLE P ORZIO , Il li- bro e la Scuola , Inserto nella «Crusca per voi» n. 48, Fi- renze, 2014 L o S c a f f a l e

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