Maggio-Giugno-2015

39 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 le risorse ma perché sono state fatte certe scelte. L’identità si conquista così, progettando e gestendo in modo attendibile e responsa- bile. Ma i concetti di miglioramento , innova- zione e sviluppo, pianificazione e strategia presuppongono necessariamente una auto- nomia scolastica culturalmente matura, sia come modello di gestione dei singoli istituti scolastici autonomi sia come governo del si- stema di istruzione e formazione. Purtrop- po, pochissimi sono gli studi, le ricerche e le riflessioni in ordine alla pianificazione strategica delle scuole intesa come capacità progettuale e gestionale, ovvero come ca- pacità di raggiungere obiettivi concreta- mente misurabili (3), con le risorse a dispo- sizione. Prima ancora di diventare presidente de- gli Stati Uniti, John Adams ebbe ad osserva- re che «le leggi non hanno alcuna utilità finché il governo non inizia a metterle in pratica». Parafrasando questa celebre af- fermazione, potremmo dire che nessuna legge di riforma dell’istruzione potrà mai cambiare il sistema scolastico, perché non sarà in grado – comunque - di garantire la capacità delle scuole di assumersi la re- sponsabilità di fare scelte per raggiungere il massimo di efficacia educativa e didattica. Infatti, un tale tipo di responsabilità riman- da ad una visione dell’autonomia scolastica che si esplica, in primo luogo, con la chiara espressione di scelte politiche locali ma coerenti con quelle nazionali - le cosiddette policy (4) di scuola - e, poi, con la progetta- zione e la pianificazione integrata a tutti i livelli: amministrativo, finanziario, didatti- co, partecipativo. che possono essere soddisfatti con i vincoli imposti dalle risorse e dalla rendicontazione agli stessi utenti che, spesso, concorrono, in modo più o meno diretto e rappresentato, a definire proprio le priorità. Ma le scelte strategiche nelle P.A. sono sempre complesse per la loro natura intrin- secamente politica e,dunque, proiettata sulla precarietà temporale dei governi. A ciò si deve aggiungere il fatto che i singoli contesti che erogano il servizio (e tali sono le istituzioni scolastiche in riferimento al- l’effettivo esercizio del diritto all’istruzione costituzionalmente tutelato) tendono ad un progressivo irrigidimento delle strutture or- ganizzative e delle scelte relative alla allo- cazione delle risorse. Si tratta di un feno- meno ben noto, denominato dagli studiosi «reiterazione programmatica », per il quale un servizio o un’attività vengono riproposti, di anno in anno, senza che ciò dipenda da da un controllo effettivo e sullo stato di at- tuazione e sulla efficacia. Anche il contesto scolastico non sfugge a tale fenomeno e, pertanto, la pianificazio- ne strategica può essere un’operazione estremamente creativa e innovativa; può diventare una sorta di «riforma rivoluziona- ria» (2) perché fare scelte strategiche per la scuola oggi può davvero significare capa- cità di riformare, in modo processuale ed incrementale, il nostro sistema scolastico rendendolo sempre più efficiente ed effica- ce, mentre le singole scuole apprendono dall’esperienza per migliorare in modo en- dogeno. Dunque, l’approccio della pianifi- cazione strategica consente di fare scelte consapevoli, convogliare le risorse sugli obiettivi prioritari, e, infine, rendicontare socialmente non solo come sono state spese (2) C OCOZZA A., La riforma rivoluzionaria. Leadership, gruppi professionali e valorizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni , Milano, Franco Angeli, 2004. In questo volume lo studioso analizza il ruolo svolto dalla dirigenza nel governo dei profondi mutamenti che hanno caratterizzato le principali politiche di riforma della pubblica amministrazione a partire dagli anni ’90. (3) P ALETTA A., V IDONI D., Scuola e creazione di valore pubblico. Problemi di governance, accountability e Manage- ment , Roma, Armando Editore, 2006. (4) Utilizziamo il termine «politiche» nella accezione del termine inglese policy, che indica il piano d’azione pro- posto o adottato da un governo, da un’azienda, da una istituzione, mentre il termine politcs conserva il significato più generale di politica. Dunque, l’autonomia scolastica chiede alle scuole di fare policy, di agire sulla base di scelte di cui si è responsabili. È chiaro che le policy delle scuole si esprimono all’interno di regole sia politiche che normative.

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