Maggio-Giugno-2015

37 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 Dal RAV al POF: un percorso di andata e ritorno. Le recenti disposizioni contenute nella C.M. n. 47 del 2014, con la quale viene tra- smessa la Direttiva n. 11 del 18 settembre 2014, individuano le seguenti priorità stra- tegiche di tutto il sistema scolastico finaliz- zate al miglioramento della qualità dell’of- ferta formativa e degli apprendimenti della singole istituzioni scolastiche: la riduzione della dispersione scolastica e dell’ insuccesso scolastico; la riduzione delle differenze tra scuole e aree geografiche nei livelli di apprendimen- to degli studenti; il rafforzamento delle competenze di base degli studenti risoetto alla sirtuazione di partenza; la valorizzazione degli esiti a distanza degli studenti con attenzione all’università e al lavoro. Come è agevole comprendere, non si chiede alle scuole di applicare meccanica- mente alcune procedure nelle proprie real- tà, bensì di porre al centro della propria progettualità le priorità strategiche sopra individuate dalla politica scolastica a livello nazionale, connettendole con gli obiettivi strategico-operativi delineati dalle singole scuole. Lo scopo evidente è quello di gover- nare l’»anarchia organizzativa» che ha fino- ra caratterizzato le autonomie scolastiche incanalandone la forza progettuale già esi- stente e quella che dovrebbe scaturire dal processo di autovalutazione. Dunque, le scuole sono chiamate ad una progettualità strategicamente orientata, in grado di integrare innovazione e miglio- ramento con le finalità ed obiettivi di siste- ma; una progettualità che sappia porsi co- me «micropolitica» di scuola, fatta di scelte e di responsabilità, di potenziamento e di diffusione delle buone pratiche e, soprat- tutto, di nuove sperimentazioni. La proget- tualità, dunque, è un valore in sé e, con- temporaneamente, uno strumento di gestio- ne di tutti gli aspetti del servizio scolastico che concorrono a qualificare il curricolo, coniugando creatività e concretezza ed in- trecciando gli aspetti amministrativi con quelli organizzativi, quelli educativi con quelli metodoligi e didattici. Se il RAV – come risultato di un’analisi interna necessaria- mente partecipata e che attra- versa tutte le aree – rappre- senta il necessario punto di partenza, è attraverso i piani di miglioramento che si dà av- vio ad un complesso processo di cambiamento pianificato che individua ciò che va cam- biato e come può essere cam- biato attraverso una riflessione sull’esperienza pregressa, allo scopo di rielaborarla e ridefi- nirla in prospettiva strategica. L’anello ricorsivo tra esperien- za - riflessione – azione costi- tuisce il motore del migliora- mento, secondo il paradigma metodologico della ricerca-azione che, se coinvolge tutti gli attori organizzativi, può diventare un ve- ro e proprio apprendimento organizzativo, ovvero la scuola può diventare un’organiz- zazione che apprende, in modo sistemico e sistematico, dalla propria esperienza fatta oggetto di riflessione. (1) B ARZANÒ G., M OSCA M., S CHEERENS J. (2000), L’autovalutazione nella scuola , Milano, Bruno Mondadori.

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