Maggio-Giugno-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 36 VALUTARE IL SISTEMA SCUOLA E IL SUO POF? Ivana Summa, Dirigente scolastico Quando un’organizzazione lavora in modo progettuale, diventa concretamente possibile valorizzare i punti di forza e rendere irrilevanti debolezze. (Peter Drucker, 1985) Premessa Dopo 15 anni di autonomia scolastica, i cambiamenti proposti dal ddl sulla «Buona Scuola» e il concomitante avvio del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) con la prima fase relativa alla redazione del Rapporto di Autovalutazione (il RAV), spingono sulle luci della ribalta il Piano dell’Offerta Formativa (il POF) di ciascuna scuola che - trasforma- tasi in questi anni zeppi di riforme e contro- riforme - nella «bella addormentata nel bo- sco» - ha bisogno di un «principe» (forse l’ultimo in circolazione!) che con il suo «ba- cio» sia in grado di risvegliarla. È una bella scommessa che, però, non si vince a tavolino, perchè chiede alle singole scuole autonome una rilevante capacità di rielaborazione progettuale, a partire pro- prio dalla valutazione interna promossa dal RAV e dalla conseguente necessità di mette- re a dimora il piano di miglioramento. Que- st’ultimo strumento deve concretizzarsi in una ristrutturazione e rilancio del POF, fino- ra più un documento infarcito di progetti ed attività, ma certamente non riconducibile ad una visione unitaria. Rilancio che può av- venire soltanto passando da una profonda revisione del POF non limitata ai contenuti – pure importanti – e che investa la struttura stessa del POF e la sua funzione di guida dell’offerta formativa di ciascuna scuola in una prospettiva di lungo periodo. Tutto ciò è sintetizzato nel comma 2 dell’art. 1 del D.P.R. n. 275/99 (Regolamento dell’autono- mia): « L’autonomia delle istituzioni scola- stiche …si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educa- zione, formazione e istruzione…, al fine di garantire il successo formativo, coerente- mente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di inse- gnamento e di apprendimento. Nella nuova prospettiva dell’autonomia che oggi si va configurando, i cosiddetti «progetti» finora proliferati nei POF delle nostre scuole, distogliendo energie umane e finanziarie, vanno selezionati e riorentati in funzione delle priorità strategiche e dei pia- ni di miglioramento. Se la scuola rinuncia ad una concezione «alta» della progettuali- tà e ad una pianificazione coerente dei di- versi profili del suo funzionamento, l’azione educativa e didattica diventa un automati- smo comportamentale, una routine, ovvero un’azione che si reitera – di anno in anno - senza tener conto dei risultati effettiva- mente ottenuti. Per concludere come abbiamo aperto la nostra premessa, dopo 15 anni di autonomia è arrivato il momento – se lo sappiamo co- gliere come opportunità – di risvegliare l’anima progettuale delle nostre scuole, fa- cendo ricerca (e il RAV quest’anno assolve proprio a questa funzione), sperimentazione (e i piani di miglioramento - PM - si inseri- scono in questa logica che troverà la sua concretizzazione sperimentale il prossimo anno scolastico) e sviluppo «a regime» negli anni successivi. Saranno capaci le nostre scuole di entra- re nella cultura dell’»apprendimento orga- nizzativo», abbandonando la cultura della «burocratizzazione permanente»? In fondo è questo che ci chiede il SNV, di integrare strategicamente le autonomie scolastiche nella logica del miglioramento di tutto il si- stema scolastico.

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