Maggio-Giugno-2015
27 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 dal legislatore in Parlamento trova la sua esecuzione. É guidato da una persona che oltre alla fedeltà alla Repubblica, ha giura- to di osservare la Costituzione e di esercita- re le sue funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione: occorre aggiungere altro per sottolineare la «sacralità» di questi edifici che tutti i cittadini identificano come sede del Potere? Certo di questi tempi occorre avere fiducia cieca nelle Istituzioni per fare affermazioni di questo genere: sono tanti, troppi, i casi in cui in luoghi – che dovreb- bero brillare per sacralità – prendono corpo, invece, fatti che hanno a che vedere più con il diritto penale che con la Costituzio- ne… Tuttavia, con un atteggiamento che nulla ha di fideistico, ma che si rifà, invece, proprio alle tante persone che – ai livelli di responsabilità più disparati – quotidiana- mente continuano a dedicare intelligenza, energia e saggezza al loro dovere, sono dav- vero lieto che in questo luogo, un corridoio veda una targa che porta il nome di Gesual- do Nosengo. I muri parlano, si potrebbe di- re… Come davanti ad una facciata scrostata o ad un edificio pubblico che ha perduto ogni decoro urba- no proviamo un senso di tristezza e ipotizziamo tra- scuratezza e disin- teresse (o comun- que un senso di povertà culturale), in chi lo abita così, invece, a fronte di un palazzo tirato a lucido, davanti a nomi che ricorda- no donne e uomini che hanno speso la loro vita per la collettività, pro- viamo un senso di rispetto verso l’Istituzione che lo abita e cogliamo la serietà e l’impe- gno di quanti lo hanno frequentato. Nostro zio ha salito le scalinate di questo Ministero, quale Presi- dente dell’U.C.I.I.M. è stato ricevuto in questi saloni, ha respirato quest’aria; in questi ambienti ha dato il suo contributo al- la costruzione della Scuola italiana, che, non dimentichiamolo, è una delle «forma- zione sociali» in cui «si svolge la personali- tà» del cittadino studente. Dice nulla l’art. 2 della Costituzione? Ricordare il suo nome in questa sede – insieme a quelli di altre donne e di altri uomini degni – significa dir- gli grazie, riconoscerne il valore e preserva- re la dignità di questi ambienti. Ho iniziato questo intervento dipingen- do un uomo che rifiutava onorificenze; lo concludo ipotizzando uno essere libero che prova gioia nel vedersi intitolato un corri- doio del Ministero dell’Istruzione: non c’è contraddizione. Nostro zio amava le cose semplici e ben fatte, rifuggiva dai paluda- menti, dagli arzigogoli, dai compromessi e dalle falsità; le persone che ho incontrato in questi anni (e anche oggi) mi hanno fat- to capire quale sia la stima, la riconoscen- za, l’affetto e la dedizione nei suoi con- fronti. Se questa cerimonia può essere an- noverata nell’ambito delle onorificenze e dei riconoscimenti post mortem, io credo sia altrettanto espressione di una sincera manifestazione d’affetto e, come tale, a lui ben gradita.
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